venerdì 18 aprile 2014

Presentazione del libro di Giacomo Pisani, Le ragioni del reddito di esistenza universale [Libreria Sociale Pavlos Fyssas]

Presentazione del libro di Giacomo Pisani
Le ragioni del reddito di esistenza universale
Prefazione di Luigi Pannarale

"Il reddito di esistenza universale, liberando l'individuo dal ricatto della povertà e riconoscendo la dignità della persona al di fuori dal mercato, costituisce uno strumento di emancipazione degli individui, ponendoli nella condizione di poter decidere e progettare la propria esistenza. Lungi dunque dal poterlo considerare come una sorta di ammortizzatore sociale (come alcuni fanno), esso costituisce piuttosto uno strumento che favorisce la possibilità di opporsi a un ordine sociale fondato sulla "razionalità" del mercato, e di pensare a uno stato sociale non più condizionato dalla centralità del lavoro, dal momento che esso non può più essere considerato come l'unica, prevalente o normale condizione di vita su cui ancora si fondano le misure di welfare rivolte agli individui.
Nella battaglia per il reddito di esistenza Pisani individua dunque anche una sorta di grimaldello con il quale scardinare alcune categorie della moderna teoria sociale del diritto, per aprirla a una dialettica del riconoscimento che assuma il diritto come continuamente esposto ai rapporti sociali. 
Ma in che modo e con quali strumenti la politica e la pratica del diritto pussono contrastare la logica economica e assumere i bisogni degli individui reali dando loro cittadinanza nella progettazione di una nuova società?

l'autore
GIACOMO PISANI (1989), laureato in Filosofia, dottorando di ricerca in Diritti e Istituzioni presso l'Università degli Studi di Torino, collabora con la cattedra di Sociologia del Diritto del prof. Luigi Pannarale, presso l'Università degli Studi di Bari. Giurnalista pubblicista, è direttore della rivista "Generazione zero". Collabora con numerose riviste, tra cui "Critica liberale", "filosofia.it", "Alfabeta2". Tra le sue pubblicazioni, La scienza nell'età della tecnica, in M. Centrone, V. Copertino, R. de Gennaro, M. di Modugno e G. Pisani, La conoscenza in una società libera (Levante editori, 2011); Il gergo della postmodernità (Unicopli, 2012); "Tecnica ed esistenza nella postmodernità", in A. Nizza e A. Mallamo (a cura di), Polisofia (Nuova cultura, 2012)."

giovedì 17 aprile 2014

L'autorganizzazione non ha date di scadenza.

L’Ex Caserma Liberata è oggi uno spazio comune che ha innescato un processo irreversibile: la creazione di un nuovo protagonismo sociale nel panorama stantio della città attraverso l’autorganizzazione di iniziative politiche e progetti sociali, attività culturali e artistiche che raccolgono sempre più vasta e attiva partecipazione. Quello che questa esperienza significa è chiaro come il sole a tutti, o meglio, quasi a tutti: la delibera della giunta comunale del 15 aprile ignora quello che accade, dichiarando una generica intenzione di “incentivare il processo di democrazia partecipata” e offende il processo di reale progettazione partecipata iniziato il primo giorno della liberazione della caserma Rossani. Condivisione dei saperi e delle competenze, realizzazione di progetti autogestiti e di riqualificazione a costo zero sono solo i primi elementi di una visione più alta e più larga: la costruzione continua del bene comune che non scade certo il 31 dicembre come vorrebbe la delibera ma dà una risposta forte alla apparente ineluttabilità della scelta tra privatizzazione liberista e cattiva gestione della cosa pubblica. Al contrario, una delibera che mira alla “valorizzazione temporanea” in “attesa della definizione della destinazione d’uso” e propone un “laboratorio urbano temporaneo” ha il sapore acre di quella stessa precarietà che già invade ogni ambito delle nostre esistenze. Per questo fantomatico laboratorio il Comune metterebbe a disposizione “supporti provvisori (bagni chimici, generatori di elettricità, dispenser di acqua) e manutenzione straordinaria”. 



Ironico, se consideriamo che il 17 febbraio scorso il Sindaco ha convocato alcuni portavoce della Rossani proponendo di avanzare un atto unilaterale finalizzato proprio alla creazione di condizioni dignitose e sicure per tutte e tutti, attraverso la semplice fornitura di acqua corrente ed energia elettrica nel giro di pochi giorni. All’atto ha fatto seguito il lungo silenzio dell’amministrazione che questa delibera finalmente chiarisce: gli apparenti segni di apertura a questa esperienza da parte dell’amministrazione si sono dimostrati essere banali tatticismi per traghettare fino alle elezioni una situazione di calma. Quello che si gioca nella Rossani non è riconducibile ad alcun dibattito elettorale né a forme di normalizzazione di un conflitto, perché non cessa “anticipatamente in caso di diversa ponderazione degli interessi pubblici” come minaccia la delibera ma investe bisogni e desideri per i quali gli otto ettari entro quelle mura sono ancora uno spazio troppo ristretto per costruire il futuro di tutte e tutti. Collettivo Ex-Caserma Liberata

lunedì 14 aprile 2014

Diario Rossani - Presentazione del libro di Nicola Signorile [Kibreria Sociale Pavlos Fyssas]

Entrare nell’ Ex Caserma Liberata significa riappropriarsi degli spazi negati alla città, opporsi all’abbandono e alla svendita degli spazi pubblici, autorganizzarsi attraverso la socialità libera e la riflessione e l'azione collettiva.
Un'occupazione ha liberato e restituito alla città l'ex caserma con un'azione illegale ma bella e legittima, perché le donne e gli uomini che l'amano e l'attraversano esprimono un'idea diversa di città, luogo dove tutti possono creare e condividere, prendersi cura del bene comune attraverso un processo che intrecci volontà, bisogni e desideri.
Non consideriamo questa esperienza come accidentale o contingente, ma un'occasione storica, imperdibile per questa città e come tale deve essere riconosciuta, a cominciare dalle sue necessità: acqua e luce innanzi tutto, ma anche spazi e tempi non precari. Per questo rivendichiamo l’assegnazione della ex Caserma liberata a chi si è preso la responsabilità di rendere migliore questa città, a partire da qui,
L'Ex Caserma è davvero Liberata: libere sono l'espressione e le relazioni, trovano casa la dignità, il benessere e la felicità degli altri e delle altre. Per questo è uno spazio antifascista, antirazzista, antisessista e anticapitalista.

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La Libreria Sociale Pavlos Fyssas presenta il libro: Diario Rossani, di Nicola Signorile 
Interverranno: 
- voci dal collettivo Ex-Caserma Liberata 
- Arturo Cucciolla (Architetto)
- Leo Palmisano (Docente di Sociologia Urbana) 



Diario Rossani

Che cosa si gioca intorno alla vicenda dell’ex caserma Rossani? In questo volume Nicola Signorile ricostruisce le vicende che, dal 2008, hanno attraversato e determinato il destino di questa vasta area nel cuore di Bari, intrecciandole con la storia della città, il dibattito sul suo vecchio piano regolatore, il conflitto fra Comune e Comitati di cittadini e associazioni, quello fra Comune e Regione, gli interessi e le mire dei privati. Si arriva così a oggi con l’occupazione dell’area dell’ex Caserma: un «passare all’atto» capace di innescare una proliferazione di iniziative sociali e culturali che ha travolto l’immobilismo degli anni passati. La rigenerazione urbana sale dal basso e il bosco e l'orto urbano, la libreria sociale, la palestra, lo skate park diventano le avanguardie di una metamorfosi della stasi in azione.


domenica 30 marzo 2014

L'Ex Caserma Rossani Liberata non è una tribuna elettorale

Questa mattina, davanti al cancello dell'Ex Caserma Liberata, si sono presentati una trentina di attivisti del Movimento 5 Stelle con magliette, bandiere, spillette e gadget elettorali vari. Volevano entrare per "fare dei video e delle foto" all'interno della Rossani. La risposta, quantomai ovvia, che hanno ricevuto è che l'assemblea ha deciso e reso noto a chiare lettere che l'Ex Caserma Liberata non è un luogo di campagna elettorale. Per cui liberi di entrare, e benvenuti, ma senza simboli e bandiere elettorali. Davanti a questo hanno provato a entrare a spinta, ma non gli è stato permesso. 




Chi tra loro ha scelto di togliere la maglietta del Movimento 5 Stelle è stato fatto entrare senza rimostranze. Interessante è anche il fatto che i toni più accesi a sostegno della posizione politica della Caserma siano stati quelli dei commercianti della zona che, ascoltati gli insulti gratuiti e senza fondamento che i grillini ci lanciavano, si sono espressi con fermezza difendendo l'impegno costante che gli occupanti hanno tanto nella cura del posto quanto nella continua apertura a tutta la città. Ora, al di là del fatto in sè, una cosa ci preme ribadire. 



L'Ex Caserma Rossani Liberata è uno spazio liberato, lo abbiamo detto tante volte, tanto dagli interessi speculativi dei privati quanto dalla incapacità, evidenziata da anni di abbandono e degrado, del pubblico di far fronte ai bisogni della città. E uno spazio Liberato sceglie le sue regole dal basso, in maniera orizzontale, in assemblea. E una delle regole che si è data è, appunto, che la campagna elettorale non debba varcare quei cancelli, e ogni persona che stamattina era lì fuori, da chi presidia il posto ogni giorno alla mamma che si è trovata a entrare proprio in quel momento, impedendo l'accesso a quei simboli, non ha fatto che difendere una decisione condivisa. Questo episodio per tutti segni chiaramente un punto: la speculazione non è solo edilizia, ma anche e soprattutto quella di chi sulle energie, l'impegno e i sogni che tutte e tutti noi stiamo riversando nella Rossani vuol fare campagna elettorale. E, oggi come sempre, l'Ex Caserma Liberata è davanti ai cancelli a difendere quello spazio da ogni speculazione. Per noi era già chiaro, speriamo da oggi lo sia per tutte e tutti. NO PASARAN!

Collettivo Ex-Caserma Liberata

mercoledì 26 marzo 2014

Collettivo Ex-Caserma Liberata - Comunicato Stampa del 26 Marzo 2014

Dal 1° Febbraio la Caserma Rossani è stata aperta, scavalcando burocrazia, amministrazione, interessi politici ed economici distanti dalla volontà vera di tutte le persone che oggi l'attraversano. Di fatto, si tratta di un'occupazione che ha rotto un silenzio lungo più di vent'anni. Già dal giorno successivo, gli occhi di associazioni, federazioni, speculatori e partiti in campagna elettorale sono tornati a posarsi su questo spazio, di cui finalmente si è ripreso a parlare.



L'amministrazione comunale ha avviato un percorso di interlocuzione con l'esperienza che sta animando l'Ex Caserma Rossani, nonostante questo procedono, come se nulla fosse cambiato dal primo febbraio ad oggi, l'assegnazione del progetto di riqualificazione a Fuksas così come eventuali ed improbabili bandi di assegnazione dello spazio. La progettazione partecipata vera è quella che sta già avvenendo nella Ex-Caserma Liberata, attraverso l'autorganizzazione di coloro che la attraversano. 'Partecipata' significa azione diretta, riappropriazione di spazi dimenticati, condivisione di forze, saperi, risorse per rendere cultura, arte, musica e sport accessibili a tutti, liberati da logiche di profitto e non più merce su cui lucrare. La volontà di chi l'attraversa è che il futuro dell'Ex Caserma Rossani resti lontani da qualunque meccanismo di delega o di affidamento ai privati o ad associazioni create ad hoc per vincere bandi o appalti, processi ai quali questa città è stata da anni abituata. 



La "riqualificazione" è già in atto, anche senza l'impiego di "denaro pubblico", dimostrando che l'impegno e la responsabilità condivisa sono più capaci di qualuque delibera e burocrazia. Ma se questa esperienza è ricchezza ed espressione di una Bari che sta cambiando, allora forse le istituzioni dovrebbero per una volta farsi da parte e riconoscerla, garantendo le migliori condizioni perchè continui. Questo è uno spazio occupato e autogestito, vivo ogni giorno, e tale rimarrà. Gli spazi attivi oggi sono:-Palestra Popolare Morad Tahiri - Skate Park (indoor e outodoor) - Libreria Sociale e Biblioteca Popolare Pavlos Fyssas - Progetto Orto Sociale e Bosco Urbano - Sala prove e spazio concerti - Spazio assemblee - Progetto Scuola Libera - Laboratorio d'Arte - Cinemateatro

Collettivo Ex-Caserma Liberata

lunedì 17 marzo 2014

Comunicato stampa sull'incontro con il Sindaco Michele Emiliano del 17 Marzo 2014

Stamattina parte del collettivo della Ex Caserma Liberata ha incontrato il sindaco Emiliano. Dal 1° febbraio uomini e donne, bambine e bambini hanno attraversato quello che era il simbolo del degrado e dell'abbandono dei beni comuni a Bari e hanno scelto in prima persona di curare quel luogo e restituirlo alla città. Il sindaco ha preso atto dell'esistenza di questa esperienza, straordinaria per Bari, e della sua dimensione pubblica e trasversale. E' finalmente chiaro, anche nelle stanze del Comune, che quello che si sta sviluppando nella Caserma Rossani è la reale messa in atto di una volontà popolare e di condivisione degli spazi pubblici.Per ottenere dall'amministrazione comunale luce e acqua, necessarie a garantire condizioni dignitose alle migliaia di persone che già attraversano lo spazio, il sindaco ha espresso la necessità di una responsabilizzazione legale da parte del collettivo degli occupanti rispetto al loro utilizzo, attraverso la deposizione di un atto unilaterale.Da parte nostra crediamo ci sia una differenza sostanziale tra questa esperienza e proposte istituzionali di "laboratori di progettazione partecipata" calate dall'alto. 

La differenza sta nella pratica di un modello sociale nel quale chi organizza lo spazio e le attività al suo interno sia lo stesso fruitore. Nell'ex caserma Rossani non esiste una partecipazione attiva ed una passiva, ma una progressiva responsabilizzazione collettiva di chiunque l'attraversi. Quello che stiamo mettendo in pratica è una esperienza inedita, ben diversa da quanto è stato proposto finora in tutti i progetti di riqualificazione della Rossani e più in generale dei beni comuni in questa città: protagonisti di questi processi diventano oggi le persone e i loro bisogni, i loro desideri.Ci auguriamo che questo modello partecipativo verrà preservato e non snaturato dalla burocrazia amministrativa o dagli interessi politici o economici sull'area della ex caserma, condizione prioritaria e necessaria affinchè il collettivo della ex caserma possa mantenere un rapporto di interlocuzione con l'amministrazione comunale. 

 COLLETTIVO EX CASERMA LIBERATA

sabato 15 marzo 2014

Sopra le righe: Riappropriamoci dei linguaggi, condividiamo i saperi [Libreria Sociale Pavlos Fyssas]

Scrivere è avere a che fare con la trama dei sensi e significati con la quale normalmente ordiniamo il mondo: possiamo semplicemente riprodurla, lasciando agire indisturbate quelle agenzie di senso che chiamiamo società, decostruirla, mettendola in questione, o ancora ridisporla creativamente, generando altri mondi a partire da quello che quotidianamente abitiamo.
Conoscere forme e tecniche di scrittura è, quindi, un atto di emancipazione, un’uscita dallo stato di minorità in cui ci condanna ogni automatismo sociale, un imparare a leggere il mondo.



Domenica 23 cominciamo a ragionare sulle scritture attraverso dei workshop, guidati da chi le pratica da sempre con questo spirito critico:


h. 10.30 - 11.30 
Il giornale, l'afasia della notizia a cura di Nicola Signorile
h. 11.30-13.30
Drama Lab, laboratorio sulla parola teatrale a cura di Mariella Soldo 
h 15-16
Un incidere armonioso di eventi nella metamorfosi di un pensiero. Poesia: dall'essere al divenire a cura di Pippo Marzulli 
h 16- 17
Scrittori, non letterati! Scrivere rubando alla vita a cura di Alessio Viola
h17-18
Imparare a leggere per imparare a scrivere. Lo scrittore nell'atto della scrittura a cura di Cristò Chiapparino
h 18-19
Le parole della musica: il rap, le rime, i versi, le canzoni a cura di Torto Og