venerdì 3 ottobre 2014

I nostri corpi e la distopia della Realtà || Comunicato sugli ultimi sviluppi e la questione affidamento

[da dove siamo partiti]
Un collettivo, una occupazione come quella della Ex-Caserma Liberata non nasce dal nulla o dall’estemporaneità di una notte, ma dalla storia individuale e collettiva delle decine di persone che hanno deciso di occupare l’area della Ex Caserma Rossani. Storie che partono da lontano, dalla musica, dalla politica, dalle letture, dal desiderio di cambiare le cose, rivoltare l’esistente, non accontentarsi del dato, per creare alternative possibili e pratiche comuni. Storie che sono partite nei modi più disparati e che sono confluite in esperienze differenti, che si sono incontrate e scontrate nel tempo, che hanno condiviso idee, prospettive e pratiche di lotta.

[Atto I]
Una nuova traccia è stata segnata la sera del primo febbraio, quando è stata liberata dal silenzio, dal vuoto e dall’abbandono l'Ex Caserma Rossani, riempendola con i corpi, le idee, l’elaborazione politica e i bisogni di libertà in movimento che si sostengono sul sapere collettivo, sull’intreccio di bisogni, desideri, pratiche, idee, sullo scambio orizzontale e sul rifiuto del principio di delega e in poco più di sette mesi dal primo passo, sono state autofinanziate, grazie al contributo libero, oltre 120 iniziative politiche e sociali fra presentazioni, proiezioni, dibattiti, concerti, mostre, reading, djset, performance teatrali, libere e accessibili a chiunque ed al fuori di ogni logica di lucro. La posizione politica del collettivo è fissata sul murales all'ingresso:

LOTTARE, contro la speculazione, contro il progetto Fuksas e contro un'idea di città fatta solo di mattoni e decisioni calate dall’alto volte a soddisfare gli appetiti dei soliti imprenditori.
OCCUPARE, spazi da autogestire, per ribadire la centralità dei bisogni di chi non ha nulla, di chi non ha un lavoro e non lo avrà mai, di chi reclama reddito per vivere, di chi non si adatta ad una società che mercifica le relazioni.
RESISTERE, contro il capitale, contro lo sfruttamento, contro la guerra e contro la perdita di senso delle parole assecondate ai dettami del marketing e della pubblicità.


[l'amministrazione Scena prima / Emiliano]
l'atteggiamento dell'amministrazione Emiliano nei confronti del collettivo della Ex-Caserma Liberata è stato di fatto doppiogiochista e voltagabbana fra la delibera di divieto di accesso all'area e di uso delle strutture e dichiarazioni accomodanti a favore di telecamera. Alla richiesta di acqua e luce seguì la farsa della delibera del 15 aprile che prometteva, all'interno di un capestro che dipingeva il collettivo come “custode” a tempo determinato, senza soddisfare alcuna delle richieste avanzaate. In un successivo tragicomico incontro, circa 3 mesi dopo, l'oramai quasi ex sindaco Emiliano ebbe ad affermare: “ma come, non vi hanno dato acqua e luce ?” scaricando la responsabilità sui burocrati del comune e relativi uffici (in)competenti e di fatto svelando il velo di Arianna sulle reali scelte del sindaco sceriffo ovvero non fare nulla e lavarsene le mani.


[l'amministrazione Scena prima/2 / Fuksas e la speculazione]
l'occupazione rivela e mette in luce l'affaire Fuksas che da tempo scorreva nel sottosuolo degli incontri informali fra pubblici amministratori e professionisti “consulenti” per conto di imprese private, ovvero gli ingredienti tipici delle speculazioni edilizie. Sull'area della Ex-Caserma Rossani era prevista una mega speculazione firmata Fuksas e destinata a riempire le tasche dei palazzinari, perennemente inquisiti, di terra di Bari. Da un lato Fuksas ha vinto il Concorso di Idee – Bari Centrale – con un progetto che prevedeva un'auditorium, parcheggio interrato e una collina artificiale, dall’altro firma un contratto in forma di RTP (Raggruppamento temporaneo di professionisti guidato dallo stesso Fuksas) per la realizzazione di opere non definite se non come parco urbano, che insistono sulla stessa area e per le quali non era prevista alcuna progettazione partecipata. In seguito alla pressione che il collettivo e i comitati cittadini hanno esercitato prima e durante la firma dell'incarico fra Fuksas e l’amministrazione Emiliano, il Progetto dell’auditorium veniene “cancellato”. Rimane il fatto che Fuksas ha firmato un incarico che di fatto riguarda un’area che non comprende solo la Rossani, ma che prevede una meccanismo a successivi incarichi per la realizzazione di una “grande opera” lungo tutto lo snodo ferroviario fino all'immensa area del conservatorio e la pubblicazione di alcune bozze rilasciate dallo stesso Fuksas mostrano in maniera evidente la presenza di decine di nuove costruzioni ad uso abitativo e commerciale.


[l'amministrazione Scena seconda / Decaro]
La nuova amministrazione si presenta ai cancelli della Ex-Caserma Liberata diverse volte, sia in maniera informale che formale, proponendo nei fatti un riconoscimento del valore sociale e politico delle attività portate avanti dal collettivo all'interno della Ex-Caserma Rossani tramite l'affidamento, attraverso un comodato d'uso temporaneo, di una parte definita dell'area. Da un lato una possibile vittoria politica, dall'altro un tentativo di normalizzazione di una rara esperienza non allineata. Un collettivo per quanto coeso, vacilla sempre di fronte alle trattative con le pubbliche amministrazioni semplicemente per un trascorso fatto di sgomberi, denunce, trattative farlocche, prese in giro, fino a vere e proprie persecuzioni personali. La decisione presa dopo lunghe assemblee è stata quella di provare a perseguire la strada proposta con tutte le riserve del caso.


[l'amministrazione Scena seconda/2 / Fuksas e la progettazione partecipata]
L’amministrazione Decaro, da l’impressione di cambiare registro relativamente al futuro dell’area dell’Ex-Caserma Rossani e per voce di numerosi assessori, preme affinchè l’incarico affidato a Fuksas sia governato da una azione di progettazione partecipata per la realizzazione di un parco urbano sull’area ove attualmente insiste lo skatepark. Viene emanato un bando per la ricerca di due facilitatori, un grafico e uno sviluppatore di piattaforme web e vengono fatti proclami su i media in merito al futuro laboratorio di progettazione partecipata che dovrà affrontare la questione parco urbano.Nel merito della vicenda le posizioni politiche espresse del collettivo Ex-Caserma Liberata non mutano rispetto al passato in quanto se crediamo che l’autogestione e l’autorganizzazione siano la strada da percorrere per cambiare lo stato delle cose presenti, crediamo anche che una vera progettazione partecipata debba tenere conto delle esperienze pregresse di chi su quell’area insiste con il proprio operato e che debba essere veramente partecipata, sia da coloro che su quell’area hanno sempre lavorato politicamente contro la speculazione e cementificazione sia da quei cittadini che intendono operare per migliorare quelle che sono le condizioni dell’area.

Una vera progettazione partecipata non può essere una sofisticata tecnica comunicativa né una parola dorata con cui farsi campagna elettorale, ma è in grado di creare “comunità”, la dove tutto concorre alla crescita del senso di appartenenza e quindi in definitiva, alla produzione di “nuovo territorio” sottratto alla cementificazione, all’inquinamento e restituito alla terra ed alle attività sociali.
Una vera progettazione partecipata non prevede la presenza di personaggi come Fuksas, che non rappresentano altro che consumo, metricubi di cemento, auditorium immensi (in una città che non ha teatri, cinema veri…), consulenze architettoniche e macchine trita soldi come se non ci fosse un domani.

[Considerazioni]
Noi siamo un collettivo eterogeneo di antagonisti e ribelli che perseguono collettivamente, attraverso la discussione assembleare e la pratica dell’autorganizzazione un diverso modo di intendere la politica, la socialità e le relazioni, rispetto alla parcellizzazione del singolo cittadino che considera la propria opinione come la verità assoluta, in quanto non più in grado di confrontarla con quella degli altri.
Gli amministratori di questa città, negli ultimi 20 anni, indipendentemente dal colore “politico”, sono stati sempre compiacenti agli interessi delle solite famiglie di palazzinari e degli speculatori di turno, se non correi, per interessi personali ed i numerosissimi scandali edilizi e finanziari fatti di sequestri ed inchieste non sono altro che la triste contabilità per anni avvenire.Noi, da sempre, non ci fidiamo, ma siamo qui a giocare con voi una una partita che si gioca comunque sulla nostra pelle e di questo, potete starne certi, noi ne terremo conto.

[e la storia continua]
Nei prossimi giorni continueranno gli incontri tra rappresentanti del collettivo (sempre differenti) e l’amministrazione cittadina al fine di definire, i termini - dell’affidamento – e la veste formale attraverso la quale trovare una sintesi.
L’affidamento non è che un vestito giuridico che veste stretto al processo di autogestione portato avanti all’interno della caserma Rossani. Rimane però, uno strumento per continuare a determinare la progettazione dell’area in maniera collettiva e preservare l’esistente. Continuare a tenere alta l’attenzione sul futuro progetto della Rossani, dare spazi e tempi a una collettività che si incontra, si organizza, si parla in un melting pot di idee, controculture e iniziative preziose per questa città in uno stato sempre più comatoso, sono degli obiettivi politici che vogliamo porci e che rimarcano la differenza fra il movimento e uno spazio fisico.
Il nostro collettivo non sceglie un cambio di forma ma tiene aperte le porte su differenti livelli di lotta, mentre continuerà a percorrere le proprie, in un luogo che non ha intenzione di abbandonare.


Collettivo Ex-Caserma Liberata

venerdì 19 settembre 2014

Poeti per la Rivoluzione - Sarah Menefee alla Ex-Caserma Liberata

“Il sapere rende liberi, è l’ignoranza che rende prigionieri” (Socrate) 

Per questo crediamo che sia fondamentale promuovere e diffondere la cultura in quanto strumento di lettura critica del mondo. Quando la scuola e l’università pubblica vengono spogliate del loro compito di formazione e diventano produttori di crediti in serie, quando la televisione banalizza e uniforma a ribasso l’immaginario collettivo, quando l’editoria si lascia schiacciare dalle richieste del mercato, scegliere di investire risorse ed energie comuni nella costruzione di iniziative culturali, slegate dalle logiche del mercato e dell’eventismo” e che allarghino gli orizzonti del pensiero critico, è vera e propria lotta per la libertà. 



Negli Stati Uniti, in un esercito di poeti – tra cui rappers hip-hop e specialisti in rime – ce ne sono alcuni preziosi, quelli socialmente e politicamente impegnati, quei poeti che hanno individuato nei più emarginati, nei senzatetto, nei dilaniati da povertà e guerra e nella gente accartocciata e gettata in strada la bellezza e il potenziale rivoluzionario facendone il cuore della loro poesia. 
Ora, grazie alle traduzioni di Raffaella Marzano, gli italiani potranno di nuovo riconoscere una compagna della loro sensibilità, quella “stella umana” che è Sarah Menefee. 

ore 19:00 Libreria Sociale Pavloss Fyssas 
Al fianco degli homeless – presentazione del libro Stella umana

___________________________ Chi è Sarah Menfee?

Sarah Menefee nata a Chicago nel 1946, è cresciuta a Reno nel Nevada e vive a San Francisco dal 1978. Poeta, artista, giornalista, fotografa è membro fondatore di Occupy San Francisco e di gruppi come Homes Not Jails, della League of Revolutionaries for a New America e della Revolutionary Poets Brigade. Corrispondente del People’s Tribune è profondamente impegnata nel lavoro a favore degli homeless con gruppi e organizzazioni come la San Francisco Union of the Homeless, la Food Not Bombs e la Homeless Task Force e partecipa alla realizzazione del giornale degli homeless di San Francisco, Street Sheet. Ha lavorato come infermiera, cameriera, barista, ballerina, assicuratrice e negli ultimi decenni come libraia. Ha insegnato poesia a ex detenuti, donne senza fissa dimora, nelle scuole elementari e superiori, a malati di AIDS, in programmi per tossicodipendenti, nelle carceri, nei centri per anziani. Ha partecipato a molte azioni e campagne politiche (scioperi, occupazioni, azioni di disobbedienza civile e azioni di resistenza alle retate della polizia negli accampamenti di homeless). È stata portata in giudizio nel 1991 per aver dato cibo agli affamati "senza permesso" con il gruppo "Food Not Bomb", ma dopo sei mesi di campagna pubblica organizzata a suo favore le accuse sono state fatte cadere. Ha tenuto letture nella Bay Area, negli Stati Uniti e in Italia. Ha partecipato al Festival internazionale di poesia di San Francisco nel 2007, 2009 e 2012. È stata invitata al Festival internazionale di poesia di Baghdad, in Iraq nel 2013. In Italia Sarah Menefee ha già pubblicato con la Multimedia edizioni le raccolte di poesia Il sangue intorno al cuore e Questa mano peritura. Sarah Menefee è la poetessa americana che, più di chiunque altro, ha fatto della New Class, persone vittime di un barbaro sistema capitalista, il rivoluzionario tema della sua brillante sensibilità. Un Must-Read! Jack Hirschman Le poesie di Sarah Menefee impongono la riflessione e sono profondamente commoventi poiché pongono l'intimo all'interno dello spoglio paesaggio sociale e dell'essere senza casa e del bisogno. Al centro del testo c'è il cuore umano, le voci dell'“io” e dell’“altro”. (...) il lettore è in grado di accostarsi, io credo, ai microcosmi di oppressione, violenza e miseria su cui poggia il grande impero. La parola di Sarah Menefee nasce dai non-luoghi formali del vivere politico e sociale. Anzi, del vivere in quanto tale, cioè della vita di tutti i giorni. È questa, la cinica rappresentazione del nostro (cioè, non unicamente americano) vivere distopico, l’essenza della poesia di Sarah Menefee, dove si traduce il suo assiduo lavoro rivoluzionario. Bruno Gullì Il verso di Sarah Menefee risale e trae voce dall’umanità ridotta a contar meno della spazzatura a causa della povertà e dell’emarginazione sociale e ne esprime l’abbandono e il dolore; è un verso ridotto a scheggia da una grande rabbia che ha fatto esplodere la poesia in atroci frammenti.

venerdì 5 settembre 2014

Sull'aggressione di stampo razzista a Corato il 2 Settembre 2014

L'ennesima aggressione con connotazione razzista è avvenuta questa volta a Corato, il 2 settembre, nei confronti di un ragazzo gambese che, “sorpreso” a camminare per strada, veniva fatto oggetto di scherno e deriso, picchiato, inseguito fin dentro casa. Il comportamento delle “forze dell'ordine” è stato quantomeno ritardatario e vigliacco: ritardatario quando il ragazzo va a citofonare ai carabinieri, dopo la prima aggressione, e attende inutilmente per più di dieci minuti l'arrivo di una volante che mai arriverà. Nel frattempo la sua abitazione diveniva bersaglio del gruppo con pietre e spranghe. Vigliacca è la compiacente neutralità dei carabinieri, poichè quando il ragazzo gambese che chiameremo B.B. viene nuovamente vessato, la volante, alla richiesta di un passante di fermarsi e intervenire, risponde sgommando e andandosene, intervenendo solo in un secondo momento quando l'aggressione si era già consumata. Il sindaco Massimo Mazzilli davanti alla noncuranza dei carabinieri nel soccorrere B.B. e al significato razzista e classista che racchiude tale mancanza, non solo riconferma la sua fiducia nelle forze dell'ordine, ma pure non perde l’occasione di strumentalizzare l'accaduto, per promuovere il nuovo sistema di telecamere che verrà presentato a breve dal Comune di Corato. Ancora una volta le istituzioni sminuiscono un atto di razzismo premeditato, definendolo “vile gesto perpetrato da balordi” col fine di ricondurre tutto a un banale e quantomai utile “problema di ordine pubblico” per proporre il solito trinomio: sicurezza uguale controllo poliziesco uguale repressione. 

Mentre condanniamo fermamente questa aggressione, di chiara matrice razzista, ci interroghiamo sulle ragioni, individuandone la causa nell'oppressione sociale e l'ignoranza indotta, che rende gli sfruttati e gli emarginati della società capitalista, per un attimo, carnefici di altri sfruttati. Alienata dalla metropoli e dall'assenza di luoghi di aggregazione, la gente comune vive sotto un bombardamento mediatico assillante, che racconta di un mondo di fantasia, dove la comune condizione sociale di sfruttamento non esiste, dove la contrapposizione sociale non esiste, ma esiste solo la roulette della fama e del successo. Troppo difficile spiegare perché la nostra vita è così differente da quello che si vede in televisione, molto più semplice inventare capri espiatori razziali, odiare il più debole, prendersela col diverso. Un migrante, uno che “ci ruba il lavoro!”, sapete, ci ruba quei bei posti di lavoro che si trovano in Italia, da sottopagati e sfruttati, è stato oggetto di aggressione da parte di chi non è capace di riconoscere in lui un suo simile per condizione sociale ed economica, è stato attaccato da chi sfoga la propria frustrazione nella maniera sbagliata, da chi è senza prospettiva di riscatto, da qualcuno che, la rabbia la sente nella pancia ma non sa da dove viene, come gestirla, cosa farsene. Esprimiamo la nostra solidarietà e vicinanza a B.B. come a chiunque sia vittima di atteggiamenti di aggressione psicologica e fisica per motivi razziali. 

Sottolineiamo l'importanza di capire le ragioni di tali atteggiamenti e di scovare e rendere palesi le intenzioni di chi continuamente, con il proprio silenzio, sostiene atti del genere. Crediamo necessario denunciare i fatti e combattere chi alimenta questo stato di tensione perenne tra lavoratori italiani e lavoratori stranieri , tra senza casa italiani e stranieri, tra precari italiani e stranieri. Sosteniamo con causa che, se si vuole individuare il responsabile, se si vuole mettere al muro chi davvero trae vantaggi dalla creazione di un clima di sospetto reciproco, di invidia e di competizione, dobbiamo ricercarlo in chi, da anni, attua politiche razziste e xenofobe (come la legge Turco-Napolitano prima, Bossi-Fini poi) con l’unico fine di tenere sotto controllo le trasformazioni sociali e sopprimere le battaglie politiche. La nostra rabbia è contro il capitale, il nostro nemico è la vostra repressione 

Collettivo Ex-Caserma Liberata

giovedì 28 agosto 2014

IL FASCISMO NON PASSERA' - No al raduno nazionale di Casapound a Lecce

I fascisti di CasaPound si preparano al raduno di Lecce, per la loro festa nazionale e nazionalista, che si terrà nel territorio salentino dal 5 al 7 settembre con la compiacenza delle amministrazioni locali. Nonostante i lamenti di chi continua a sostenere che il fascismo non esista più, gli autoproclamati “fascisti del terzo millennio” già si muovono e si sono mossi, con i loro molti nomi (Solidarité Identitès di note posizioni razziste e antisemite, il Circuito, La Salamandra, La Foresta che Avanza) e le loro mille facce. Come sempre, i fascisti s’infiltrano nel tessuto sociale, si travestono da associazioni, si mascherano con iniziative di solidarietà, con l’unico fine di insinuare le loro idee razziste e nazionaliste tra la gente e cavalcare il malcontento popolare, individuando i capri espiatori della crisi nei migranti e in una anacronistica mancanza di sovranità nazionale, come se l’intero sistema-mondo capitalista non esistesse e si potesse tenere fuori dalla porta. 



Nazionalismo e razzismo sono strumentali l’uno all’altro. Così lo sono razzismo e sessismo, perché è proprio ciò che legittima le diseguaglianze reali, ciò che mantiene le gerarchie sempre esistenti, che i fascisti bramano e difendono, questo è il motivo del loro odio verso chi ha orientamenti sessuali differenti, il loro rifiuto della libertà della donna di abortire. Contro questo VERGOGNOSO raduno e tutto ciò che esso rappresenta, aderiamo alla tre giorni antifascista che i compagn* salentini stanno organizzando, e che si articolerà così: 5 settembre: Giornata dello Sport Popolare 6 settembre: Corteo Antifascista 7 settembre: Proiezioni, dibattiti e iniziative sull’antifascismo 

Per maggiori info clicca qui

NO PASARAN! Collettivo Ex Caserma Liberata


venerdì 1 agosto 2014

1° Febbraio 2014 / 1° Agosto 2014 // Ex Caserma Liberata // 6 mesi di occupazione

Sviluppo, progresso, sicurezza, rilancio della produttività, riqualificazione del territorio, libero scambio delle merci, sono le belle parole del nuovo millennio, pronunciate dai consulenti del marketing politico e territoriale e dietro le quali si celano la sottomissione alle leggi del mercato e del consumo, il controllo sociale, l’annientamento delle diversità e la discriminazione dello straniero. La sera del primo febbraio, abbiamo occupato l’Ex-Caserma Rossani, liberandola dal silenzio, dal vuoto e dall’abbandono, riempendola con i corpi, le idee, l’elaborazione politica e i bisogni di libertà in movimento che si sostengono sul sapere collettivo, sull’intreccio di bisogni, desideri, pratiche, idee, sullo scambio orizzontale e sul rifiuto del principio di delega. A sei mesi dal primo passo, abbiamo già consumato diverse suole di scarpe per sostenere e (auto)finanziare, grazie al contributo libero, le 108 iniziative politiche e sociali fra presentazioni, proiezioni, dibattiti, concerti, mostre, reading, djset, performance teatrali, libere e accessibili a chiunque ed al fuori di ogni logica di lucro. 




Da qualche giorno “è comparso” sul muro d’entrata dell’ EX CASERMA LIBERATA un murale che si compone di tre “parole d’ordine”, tre direttrici attraverso cui si snoda il pensiero, l’agire politico che caratterizza lo spazio occupato: 

LOTTARE, contro la speculazione, contro il progetto Fuksas e contro un'idea di città fatta solo di mattoni e decisioni calate dall’alto volte a soddisfare gli appetiti dei soliti imprenditori. 

OCCUPARE, spazi da autogestire, per ribadire la centralità dei bisogni di chi non ha nulla, di chi non ha un lavoro e non lo avrà mai, di chi reclama reddito per vivere, di chi non si adatta ad una società che mercifica le relazioni. 

RESISTERE, contro il capitale, contro lo sfruttamento, contro la guerra e contro la perdita di senso delle parole assecondate ai dettami del marketing e della pubblicità. 





Al netto delle chiacchiere, in sei mesi abbiamo pulito, spazzato, lavato, rimaneggiato, montato e smontato, adattato, ricollocato, aggiustato, segato, piallato ogni pezzo di legno, mattone o altro elemento trovato, per rendere l’EX CASERMA LIBERATA un luogo di scambio che pretende di essere attraversato per essere vissuto perché, la Libreria Popolare “Pavlos Fyssas”, la Palestra Popolare “Morad Tahiri”, il Cineteatro, lo Skate Park “Skate & Destroy”, il Laboratorio Artistico, uno spazio per le mostre, la sala prove (in via di realizzazione), l’infoshop (in via di realizzazione),non rendono l’idea di cosa è giorno per giorno “costruire” l’Ex-Caserma Liberata, se non la si attraversa e non la si vive con tutte le sue meraviglie e tutte le sue contraddizioni. 

6 MESI DI OCCUPAZIONE, SEI MESI DI AUTOGESTIONE, SEI MESI IN RIVOLUZIONE 

Collettivo Ex-Caserma Liberata 


Buskers Festival - 04/06 Agosto 2014

L'Ex Caserma Liberata ospita il primo Buskers Festival a Bari, completamente autofinanziato. Perchè l'arte di strada torni nelle piazze della nostra città, libera da qualsiasi vincolo. Dal 4 al 6 agosto, giocolieri, acrobati, mimi, teatranti, musicisti ed artisti di ogni genere invaderanno la città. Di seguito il programma.




► 4 agosto

 Attracco all'Ex Caserma Liberata (via G. Petroni 8) Sistemazione in area camping.

 Ore 19:00
Buskers Fest in spiaggia, Pane e Pomodoro. Uascezz: Banchetti, musica, giocoleria ed ogni arte di ogni tipo.

Suonano: Crazy ukes, Wrong Way, Flavio P , Rak Shaza, NEDLESS Buskers, Giùvivedo, Progetto Zenith




► 5 agosto

WORKSHOP

 Ore 15.00 - Clown Army Bari - Presentazione Clown Army e Workshop di Militanza Creativa

Ore 17.30
Giocoleria per bambini [spazio esterno]

 Ore 17:45
Danza creativa [sala d'arte]

 Ore 18.30
Afro danza [sala d'arte]
Cerchi [spazio esterno]
Mini hoop [spazio esterno]
Tessuto aereo [spazio esterno]
Tip Tap [teatro]

ESIBIZIONI

 Ore 20.00 - Le Petitap [teatro]

 Ore 21.00 - Pandemonium [spazio esterno]

Ore 21.30 - Daje cor foco! (Devas, FF, Mario) [spazio esterno]

 Ore 22.00
Siamo in due show [Teatro]
Noise Toys [Clown Army]

 Ore 22.30 - Pandemonium [spazio esterno] Suonano: Granny smith, Barbara de Palma e Stefania Ladisa, Friend Sunshine, Jart, Yosefaya, Infiammati Dub, Flavio P., Janek

 Ore 18:00 - Esibizioni di giocoleria e arti circensi, Spettacoli teatrali. Area banchetti.

 Ore 22:00 - Live
Logistic Dublab
No Finger Nails


► 6 agosto

 Ore 15:00 - Concentramento All'Ex Caserma Liberata

 Ore 16.00 - Workshop base di Poi

Ore 17:00 - Buskers in città - Parata & Invasione

 Ore 17:30 - Piazza Ferrarese

 Ore 19:00 - Piazza Mercantile

 Ore 21:00 - Molo S. Nicola (Chiringuito)

 Ore 22:30 (Ex Caserma, Liberata)
Funcis "Dj Sert" (Eterea Postbong Band)
(glitch hop / neurofunk / happy wobblin' music)


► ARTISTI ►

MONE MONE' in "RETRO'" - Uno spettacolo di strada con spirito internazionale, adatto ad un pubblico vario e di qualsiasi età! Klown-Giocoliere rampoliere - Equilibrista - Verticalista - su sedie - Mago - Comico - Fachiro - Mangia fuoco - Sputa fuoco - Pop Corn

 PANDEMONIUM in "SMAZZA IL MAZZO!" (Roma) - Il collettivo Pandemonium presenta "Smazza il Mazzo" uno spettacolo di CircoTeatroRozzo. Il destino del pubblico nelle mani di una cinica cartomante che attraverso quattro arcani disegnerà il percorso della società, tripudio acceso di bastoni, cerchi e dita nel naso, deliri da coprofagia di crociati acrobati del 2014.

 TEDDY in "TEDDY'S SHOW" - Ballon art-Contatto

 SANDRA STOLFA - Aero Yoga - Sfidiamo la forza di gravità appesi a testa in giù! Esibizione aera a cura di Sandra Stolfa! Workshop di Aero Yoga aperto a tutti i pipistrelli del circondario e oltre.....

 CLOWN ARMY BARI - Workshop di militanza frivola e creativa

 ANNA SARAGAGLIA in "LE PETITAP" - Spettacolo comico dove la grande diva Anna Saragaglia conquisterà il suo pubblico a ritmo di tip tap!!!

PEVAS (Finale Emilia MO) - Spettacoli di fuoco-Percussioni-Laboratori di giocoleria per bimbi e danza creativa

 GINETTE - Un'esuberante subrette, viaggiando di città in città vi trasporterà indietro nel tempo....musica swing, scarpette parlanti al suon del tip-tap e cappelli danzanti... A un tratto qualcuno le farà perder la testa e batter il cuore e allora.. fuoco!

POESIE DI MARIANNA DE NAPOLI - Reading poetico-musicale: un viaggio raccontato attraverso voce, violino e chitarra. Giuseppe Capozzo alla chitarra; Edoardo Lattarulo al violino.

Barbara De Palma e Stefania Ladisa - Chitarra e violino

 FAJAH - Beatboxer

Grupo de Capoeira Semente do Jogo de Angola

FLAVIA & FRANCESCA le "DOPPIA F" - Orbit unito alla danza-Staffa; WORKSHOP di base, si tratterà del vero e proprio approccio con l'attrezzo, dalla postura alla respirazione. Approccio con la musica, piani e comprensione dello spazio sia dell'attrezzo che della routine

MARIO - Poi infuocati-Cerchi-Disegni di fuoco Orbit. Workshop di Poi-Mini hoop. TRUCCABIMBI!

SELVAGGIO - Street artist-Spray Aint


domenica 20 luglio 2014

Presentazione del libro, Lascia che il mare entri di Barbara Balzerani [Libreria Sociale Pavlos Fyssas]

Mercoledì 30 luglio alle ore 19.00, presso la Libreria Sociale Pavlos Fyssas - Bari presenteremo e discuteremo con l'autrice Barbara Balzerani, il suo nuovo libro edito da Derive e Approdi - Lascia che il mare entri - 



Tre donne nello scenario del secolo delle guerre e delle rivoluzioni. Ultime tracce di un mondo di relazioni cancellato, di un’umanità di cui il denaro che produce denaro può fare a meno.
Storie che provano a restituire voce alle ragioni ammutolite dalla Storia scritta. Storie del tradimento di saperi, dell’inganno del progresso mercantile, del grande affare delle guerre, della rottura del patto con la vita e del prezzo per non averne difeso le condizioni. Storie di sfiduciata resistenza, di subordinate aspettative, di imprevidenza di morte per vanagloria di crescita illimitata.
Tre donne che si passano il testimone nel racconto del rapido consumarsi della civiltà dell’illimitato sfruttamento di ogni risorsa. La stessa che continua a promettere futuro, felicità e benessere, a vendere il proprio modello a chi oggi ne sta seguendo le orme, dopo aver brutalmente compromesso con i suoi punti di non ritorno la riproduzione di un’impronta umana nella vita del pianeta. Dopo aver sterilizzato nei registratori di cassa libertà, diritti, comunanze e mascherato la sua offerta di ogni miseria con gli ammiccamenti alle virtù della sudditanza.
Tre donne che chiudono in un circolo virtuoso le battaglie di una manciata di generazioni per mantenere il senso di sé e il legame con i fondamenti dell’esistenza. Nel silenzio, nell’ascolto, nella riconoscenza verso chi ha tracciato un percorso forse ancora praticabile.