martedì 27 gennaio 2015

Difendersi dalla Repressione, Assemblea dibattito con Italo di Sabato e Roberto Aprile - 30 Gennaio 2015

In Italia da sempre c’è chi si batte per cambiare le cose. Perché ha bisogno di una casa, di reddito o almeno di un lavoro ben pagato, perché vuole difendere i territori da scelte industriali che portano solo alla devastazione ambientale, perché vuole avere diritto di parola o di critica sulle decisioni che ogni giorno prendono il governo italiano e quello Europeo. 



Se da un lato i media mainstream operano incessantemente per disconoscere il valore politico di quelle esperienze dall’altro, la politica del palazzo, le forze dell’ordine e la magistratura criminalizzano ogni istanza sociale e politica che provenga dal basso, ogni evento politico, ogni richiesta di diritti o assistenza, manifestazione o discussione, diventa solo una questione di ordine pubblico. 

L’asimmetria e la sproporzione tra l’evento reale e le conseguenze giuridiche sono oramai un dato di fatto che non ha eguali in Europa, caratterizzando una vera e propria emergenza sociale che coinvolge settori della società sempre più ampi. Dal 2001 ad oggi, oltre 17000 denunce, centinaia di arresti (quasi 300 nel solo 2014) e decine di processi a carico di militanti dei movimenti di opposizione, agli appartenenti ai collettivi antagonisti, ai movimenti sociali, ai comitati civici, ai lavoratori e sindacalisti del comparto dell’industria, dei trasporti e della logistica, dei servizi. 

Come collettivo dell’Ex-Caserma Liberata, crediamo che sia necessario avviare una campagna di denuncia al livello regionale sulle strategie della repressione e di sostenere e promuovere un più ampio percorso di lotta, al livello nazionale che miri:
  • Ad una forte campagna per l’amnistia per i reati sociali
  • Alla depenalizzazione dei reati provenienti dal codice Rocco, che sanzionano stili di vita, comportamenti sociali diffusi e persino le libere opinioni
  • All’introduzione dei numeri identificativi per gli appartenenti alle forze dell’ordine
  • All’introduzione del reato di tortura


ne discuteremo con 

- Italo di Sabato [Osservatorio sulla Repressione]

- Roberto Aprile [Coordinamento Nazionale COBAS]

giovedì 22 gennaio 2015

Un anno di occupazione, autogestione ed autorganizzazione


Mercoledì 28 Gennaio

spazio espositivo || dalle ore 19:00
inaugurazione della mostra fotografica collettiva sulla Ex-Caserma Liberata
Inaugurazione della personale d'arte di Metempsychosis

Cineteatro || ore 21:30
[Visioni Differenti] Dikotomiko proietta: Paranoia Agent di Satoshi Kon (Giappone 2004)

Giovedì 29 Gennaio, 

LEVEL ONE, con Sato, Scarecrows, Digit-Ale, Tetsuya, Finky Funky, D.O.C.

Venerdì 30 Gennaio

Incontro dibattito sulla repressione dei movimenti e delle lotte sociali. interverranno:
Italo di Sabato - Osservatorio sulla Repressione
Roberto Aprile - Coordinamento Nazionale Cobas



Cineteatro || ore 20:30
Brigate Poeti Rivoluzionari - Bari, presentano
Piero Sansò & Marianna de Napoli in Viaggio con una poesia in tasca
a seguire open read 

Urban Dub Session: Katabass meets Friend Sunshine 
roots, reggae, dub vibrations



TATTOO CIRCUS CONTRO LA REPRESSIONE 
Una iniziativa Benefit per sostenere i compagn* detenuti, per supportare coloro che subiscono la repressione per aver dato voce e corpo alle nostre idee e alle nostre lotte.



Sabato 31 Gennaio

Skate Park - Skate and Destroy 
dalle 14:00 Free Skate || ore 18:00 Game of Skate || ore 20:00 Open Mic 

[terzo giorno di prognosi] con 
ZOna Mc + Burla2222
Unctrl Alt Canc
Think'd

Domenica 1° Febbraio 
Primo Anno di occupazione, autogestione, autorganizzazione 

ore 16:00
C'è sempre tempo per giocare: laboratorio di giocoleria a cura di Vittorio Cosentino e Andrea Sunshine

ore 16:30
spettacolo per grandi e piccoli di burattini tradizionali - Pulcinellamoltomosso, a cura di Le Guarattelle di Enrico Francone



ore 17:00
GEM - Laboratorio di teatro danza

► ore 18:00
spettacoli di improvvisazione interdisciplinare a cura di RIOT - Rossani Impro Orchestra Terrons

► ore 20:00
Luca & Raf in "Saremo Famosi?"

Dragon's tongue on the rocks
FEMALE TROUBLE (punk'n'roll da napoli)
Number 71 Monobanda (raw punk blues)

Tutti gli eventi sono a contributo libero
Sostieni le Occupazioni e le autogestioni

lunedì 12 gennaio 2015

Il valore di una esperienza politica

In Italia da sempre c’è chi si batte per cambiare le cose. Perché ha bisogno di una casa, di reddito o almeno di un lavoro ben pagato, perché vuole difendere i territori dalla devastazione ambientale, perché vuole avere diritto di parola sulle decisioni che ogni giorno prendono il governo italiano e l’Europa. I media mainstream operano incessantemente per disconoscere il valore politico di quelle esperienze. Polizia e magistratura criminalizzano ogni istanza sociale e politica che provenga dal basso, ogni evento politico, manifestazione o discussione diventa solo una questione di ordine pubblico.
Abbiamo scoperto nostro malgrado un nuovo livello della repressione, quello che si abbatte sul singolo individuo, tramite un provvedimento amministrativo.


venerdì 12 dicembre 2014

La partecipazione non è un pranzo di gala.

Nell’ultima settimana il Comune ha avviato il processo partecipativo riguardante la Caserma Rossani. Abbiamo partecipato ai primi due incontri e ai tavoli di lavoro, molto leopoldescamente chiamati “atelier”. Questi tavoli discuteranno riguardo un’area ben precisa, il cosiddetto “primo stralcio” del progetto, che comprende l’area fra le vie DeBellis, Petroni, Croce e i tre edifici in linea a sud, quella che un tempo fu la Polisportiva Rossani e dove ora, sulle basamenta della città di Federico, c’è lo skate park esterno, il nostro orto sociale e il campo da calcio quasi ultimato. Questa area è , da contratto firmato fra l’amministrazione e lo studio di architettura Fuksas, il primo dei tre stralci in cui è stato suddiviso il progetto di riqualificazione dell’intera area ( comprendente Caserma Rossani e stazione Centrale ).


sabato 22 novembre 2014

Nessuno dimentichi, nessuno perdoni – I giorni di Benedetto, settimana di mobilitazione verso la giornata antifascista del 28 Novembre

Benedetto vive! nonostante una squadraccia fascista lo abbia colpito a morte il 28 novembre di 37 anni fa, tra le strade di quella Bari Vecchia che ha sempre abitato.

Benedetto vive! nonostante non sia stata mai fatta chiarezza sulle molteplici mani infami ed assassine che lo raggiunsero.

Benedetto vive! nonostante l’operato della magistratura barese, che di quella vicenda dolorosa, fu parte attiva, ignorando con dolo le responsabilità del MSI e della Passaquindici e facendo in modo che, le responsabilità ricadessero su di uno squilibrato, morto successivamente in carcere in circostanze misteriose.

Bendetto era un comunista, un operaio, un barivecchiano antifascista che lottava contro la desertificazione del suo quartiere a favore dei futuri quartieri ghetto in via di costruzione alla periferia della città e fu ucciso al termine di una strategia della tensione che vedeva i quartieri della città infestati da bande fasciste. Dalla sede della Cisnal, dalla Passaquindici, dai loro posti di ritrovo, il Bar Esperia, il Bar degli Amici, la Casa della Panna o negozi quali Al Kazar e Disco mix partivano le squadracce fasciste che imperversavano in città, colpendo comunisti, militanti e operai, al soldo e in connivenza con chi, al governo della città all’epoca, aveva deciso del destino e della cittadinanza di una intera comunità.



Sono passati 37 anni dall’omicidio di Benedetto Petrone, dall’omicidio di Walter Rossi e siamo qui a parlare di fascismo e antifascismo perché al di là della non curanza dei media e del silenzio agghiacciante della sinistra istituzionale e di governo (neanche nei casi più eclatanti come quello di Tor Vergara a Roma si usano le parole - razzismo, fascismo - quasi ad averne solo il timore di dover prendere in considerazione l’esistenza stessa dei termini e di ciò che rappresentano), i fascisti sono tornati per le strade.

Noi siamo ben consapevoli che i fascisti di oggi siano ben diversi dai fascisti degli anni 30 o degli anni 70, in quanto sempre più assoggettati e funzionali alle logiche del capitale. Difficile non vedere la radice “estetico-politica” che accomuna il fascista e il borghese neoliberale, nei provvedimenti che si ispirano alla cosiddetta tolleranza zero: la “nobile” crociata per la legalità spesso funziona come foglia di fico dietro la quale si nasconde la volontà molto più prosaica di ripulire la città da tutta le tipologie degli “inestetismi parassitari”: emarginati, mendicanti, matti,fannulloni, barboni, tossici, nomadi, prostitute.

L’individuazione del nemico di turno da combattere: il migrante, l’omosessuale, il senza fissa dimora, da dare in pasto ai media come “pericolo” per la collettività è il perno sul quale costruire nuove “emergenze” per distrarre dai reali responsabili della povertà e dello sfruttamento diffuso, della distruzione della qualità delle nostre vite e dell’ambiente che ci circonda. Nazionalismo e razzismo sono strettamente interconnessi fra di loro, così come lo sono razzismo e sessismo, perché è proprio ciò che legittima le diseguaglianze reali, ciò che mantiene le gerarchie sempre esistenti, che i fascisti bramano e difendono, ricevendo sempre più consensi in una società decadente come “la nostra”, sempre più ignorante, rinchiusa nelle proprie paure e diffidenze verso l’altro.

Il caso ignobile di Tor Sapienza, dove per fare proselitismo tramite posticci comitati di quartiere, i fascisti hanno attaccato fisicamente con lanci di sassi, ragazzini profughi di guerra ospiti del centro di accoglienza o l’infame aggressione, qualche giorno fa, nei confronti dei sostenitori e dei giocatori della squadra di calcio popolare l’Ardita, non sono altro che gli ultimi due episodi di una escalation al livello nazionale fomentata da organizzazioni di estrema destra e partiti razzisti.



Per noi, l’antifascismo è un valore che proviene da lontano perché abbiamo memoria di guerre passate, attentati nelle piazze e su i treni delle vacanze, di omicidi politici e aggressioni squadriste, ed è una pratica di mobilitazione permanente di controinformazione e di vigilanza, perché fra le strade baresi le svastiche, le celtiche, le scritte contro gli immigrati sugli autobus e nei pressi delle piazze oramai si confondono fra i TVB e i “ti amerò per tutta la vita”.

Per ricostruire la linea della memoria che lega la morte di Benedetto e la successiva reazione popolare ed antifascista di quei giorni con gli avvenimenti di oggi, per parlare di come si può praticare l’antifascismo, vi proponiamo un ciclo di incontri, presentazioni, proiezioni e dibattiti all’interno degli spazi della Ex-Caserma Liberata che culmineranno con la giornata del 28 Novembre.

Invitiamo tutti e tutte a esserci all’iniziativa – I Giorni di Benedetto, un dibattito nell’aula II dell’Ateneo di Bari alle ore15.00; per riaffermare con i nostri corpi che Bari è Antifascista, durante il corteo del 28 Novembre, che partirà alle ore 18.30 da piazza Umberto per percorrere le vie di Bari e di Bari Vecchia e che si concluderà con una manifestazione di piazza con il contributo militante di Suoni Mudù, Acero Moretti e C.u.b.a. Cabbal.

Contro i vecchi e i nuovi fascismi per una società, egualitaria, laica e solidale.

Contro le grandi opere, lo sfruttamento e la militarizzazione dei nostri territori al solo scopo di far guadagnare imprese private a scapito della collettività.

Contro il Jobact, lo Sbloccaitalia e le politiche repressive del governo Renzi, inflessibili contro i deboli, i senza casa e gli antagonisti, e ubbidienti nei confronti di Banca Centrale, Confindustria e padronati vari.

Contro il silenzio sugli omicidi di stato, per svelare le complicità di magistratura e forze dell’ordine.

Gli/le antifascisti/e baresi


mercoledì 12 novembre 2014

Presentazione del libro ANTIFA - Storia contemporanea dell'antifascismo militante europeo - Ed. Redstarpress

Mercoledì 26 Novembre, ore 19.00 

nell'ambito dell iniziative di avvicinamento alla giornata antifascista del 28 Novembre in memoria dell'omicidio, per mano fascista, di Benedetto Petrone, 

presentiamo Presentazione di ANTIFA - Storia contemporanea dell'antifascismo militante europeo - Ed. Redstarpress

ne discuteremo con l'autore Valerio Gentili 
e con Cristiano Armati 



Dove e quando ebbe inizio il cammino di Alba dorata, il movimento neonazista greco che ha recentemente scosso l'immaginario della democratica Europa? 
Cosa ha permesso al Front national francese di divenire il partito più votato tra la classe operaia d'Oltralpe? Chi ha contribuito alle fortune elettorali dei neofascisti seguaci del defunto fuehrer austriaco Jorg Haider?
Questo libro ripercorre le vicende europee legate alla prepotente rinascita del radicalismo di Destra all’indomani del crollo del muro di Berlino, ma soprattutto la storia misconosciuta di quei gruppi antifascisti che ad esso si contrapposero. 
Una guerra sotterranea, combattuta senza esclusione di colpi lontano dai riflettori dei Media e della politica mainstream. Antifa, Black block, Chasseurs... uno scontro sanguinoso per le strade del vecchio continente tra uomini, simboli e vessilli irriducibilmente antitetici nel cuore dell'attuale Europa globalizzata.

durante la presentazione sarà presente un banchetto con la distribuzione dei titoli della Redstarpress

|| Il lato nero della crisi || Alba dorata e l'antifascismo oggi in Grecia || con il Collettivo No Mans Land Patrasso

Apriamo la settimana di eventi verso il 28 Novembre parlando di neofascismi con un compagno del Collettivo No Mans Land di Patrasso.



Episodi come quelli di Tor Sapienza, ci fanno capire come Casapound e Lega Nord in Italia stiano seguendo l'esempio di Alba Dorata in Grecia, che nel 2009 comin­ciò a rac­co­gliere voti e con­sensi ope­rando nel cen­tro di Atene sotto le men­tite spo­glie di sedi­centi «Comi­tati di cit­ta­dini». 
Con la scusa del «degrado», ad esem­pio, i neo­na­zi­sti greci chiu­sero un parco gio­chi rite­nuto rifu­gio not­turno per migranti e tac­cia­rono di «estre­mi­smo» gli anti­fa­sci­sti. Da lì in avanti, le aggres­sioni a migranti e mili­tanti di sini­stra furono all’ordine del giorno.
Che que­sta fosse la stra­te­gia a par­tire dalla peri­fe­rie romane lo aveva anti­ci­pato nel corso di un incon­tro dell’estrema destra del giu­gno scorso il leghi­sta Mario Bor­ghe­zio, garante dell’alleanza tra Lega e Casa­Pound, invo­cando l’ex fon­da­tore di Avan­guar­dia nazio­nale Ste­fano Delle Chiaie con l’appellativo di «coman­dante». «Per­ché non far brec­cia nel cuore dei romani e orga­niz­zare noi delle ini­zia­tive per difen­dere la grande bel­lezza di que­sta città, vio­len­tata schi­fo­sa­mente da quelli che l’hanno riem­pita di immi­grati e di immon­di­zia?», disse Bor­ghe­zio in quell’occasione.
Ma senza andare troppo lontano, la "reazione indignata" dei cittadini del quartiere Libertà per l'arrivo dei migranti sgomberati dalla casa del rifugiato ci mostra come anche la città di Bari sia ammantata da un razzismo che nasce da carenze culturali e dalle difficoltà economiche ma che è sempre e comunque eterodiretto dalle organizzazioni e dai partiti della destra radicale.
Il fascismo serpeggia sempre più forte in Europa e si nutre della crisi economica e politica per serrare le sue fila brutali e legate a filo doppio con gli interessi economici del capitale.
Crediamo che solo attraverso un movimento antirazzista e antifascista che denunci chiaramente chi sono i veri fautori del disastro che stiamo vivendo questi fenomeni possono essere arginati e combattuti.
Cominciamo a farlo incontrandoci domenica.

a seguire 
ore 21.00 - SocItalia. La storia d'Italia soffocata in 5 fasi", di e con Giulio Bufo Giulio

C'è un filo storico che collega l'incontro di Teano (26 Ottobre 1860) e la fine del fermento del movimento dei movimenti (2002)? C'è un filo storico che collega il biennio rosso (1919-1920) e la costituzione "carta straccia"? C’è un filo storico che unisce il fallimento del CLN e la morte di Pasolini? C’è un filo storico che unisce Portella delle Ginestre all’omicidio Impastato? Questo è quello che cerco di spiegare in questa breve performance-reading.
Ciò che è stato taciuto dall'Unità d'Italia a Matteo Renzi