venerdì 11 luglio 2014

Presentazione di Teppa, di Valerio Marchi [Libreria Sociale Pavlos Fyssas]

La Libreria Sociale Pavlos Fyssas - Bari organizza la presentazione del libro "Teppa. Storie del conflitto giovanile dal Rinascimento ai giorni nostri" di Valerio Marchi, riedito dalla Red Star Press con una prefazione di Wu Ming 5.
Parteciperà alla presentazione Cristiano Armati della Red Star Press.

A seguire, dibattito sulla figura di Valerio Marchi, sociologo, storico dei movimenti giovanili, militante antifascista, skinhead, ultras della Roma, libraio e scrittore, morto a Polignano (doveva aveva aperto una libreria) il 22 luglio 2006, a soli 51 anni.

Al termine, cena sociale e selezione di musica in levare per concludere la serata.

Valerio Marchi, Teppa - Storia del conflitto giovanile dal rinascimento ai giorni nostri

Da wumingfoundation.com

[Ci manca sempre di più, Valerio Marchi (1955 - 2006). In questi giorni di rinnovati e pericolosi sproloqui su curve tifoserie daspo Genny 'a Carogna - sproloqui funzionali a distrarre l'attenzione del cetomediume titillandone le pulsioni autoritarie - è addirittura frastornante l'assenza di quella voce, ruvida che più ruvida non si poteva.
Negli anni a cavallo tra ventesimo e ventunesimo secolo, un libraio skinhead e comunista, sociologo col culo nelle strade di Roma, cercò di mappare i nuovi rapporti tra antagonismo sociale, stadio, culture giovanili e resistenza simbolica attraverso i rituali. Quel lavoro è ancora valido, è un'indicazione di metodo, è una bussola etica.
Ebbene, bisogna essere riconoscenti a Cristiano Armati e alla Red Star Press per la riedizione di Teppa. Storie del conflitto giovanile dal Rinascimento ai giorni nostri, ricostruzione ambiziosa eppure agile (160 pagine) dei fenomeni di teppismo che hanno accompagnato la nascita e la crescita del capitalismo e della società borghese.]

giovedì 12 giugno 2014

Dalla Rossani al Castello, riprendiamoci la città!

Alberi abbattuti e nuove costruzioni, deturpamento del territorio e del paesaggio storico: una storia che la città di Bari, non unica in Italia, conosce fin troppo bene. A pochi metri dal Castello Svevo, nel cuore di Bari Vecchia antistante al porto, sono in corso i lavori per realizzare l’ampliamento della sede degli uffici del Provveditorato Interregionale alle Opere Pubbliche di Puglia e Basilicata. Una storia di emarginazione e speculazione che a Bari Vecchia comincia con la deportazione degli abitanti verso i quartieri-dormitorio nel secondo dopoguerra, continua con decenni di abbandono nelle mani della criminalità organizzata, per arrivare alla grande “riqualificazione” degli ultimi anni che ha spaccato il territorio destinandone una cospicua parte alla speculazione imprenditoriale e lasciandone il resto in condizioni sempre più precarie (dall’accesso discontinuo all’acqua, le minacce continua alla scuola e al presidio sanitario del quartiere).Una storia che oggi si ripete non rispondendo ai bisogni e ai desideri della popolazione che quel territorio lo abita ma ancora alle esigenze del “mattone” e del profitto nonostante le decine di edifici di proprietà pubblica lasciati al degrado. Una speculazione che trova ancora complici e corree le istituzioni, che si confermano slegate dal tessuto sociale e totalmente organiche alle logiche di mercificazione dei territori, rendendosi indistinguibili da una qualunque impresa privata. Un meccanismo che attraversa trasversalmente la città e lega a doppio filo Bari Vecchia alla storia e al presente dell’ex Caserma Rossani, uno spazio di proprietà comunale lasciato per decenni all’abbandono e oggi sotto minaccia di un ulteriore progetto deciso nel chiuso delle stanze del potere. Uno spazio che dal primo febbraio è vissuto e animato da chi ha scelto di non aspettare che i problemi vengano risolti dall’alto di una poltrona ma si fa promotore e artefice del cambiamento della propria città, prendendosene cura in prima persona. Il 14 giugno saremo in piazza, ancora una volta, contro chi devasta i territori e specula sulla vita di un’intera città. 


Collettivo ex-caserma liberata

martedì 10 giugno 2014

10.06.14 siglato l'accordo, noi andiamo avanti! || giovedì 12 incontro pubblico alla Ex-Caserma Liberata

Oggi a palazzo di Città è stato siglato un accordo che ufficializza il passaggio nelle mani di Fuksas di tutte le fasi di progettazione dell’area della Caserma Rossani. La firma del contratto per il master plan del concorso “Baricentrale” (rimandata di tre giorni per non mettere in difficoltà il neoeletto Decaro), suggella un percorso istituzionale condotto nelle stanze inaccessibili del potere e impermeabile a ogni processo reale di protagonismo delle persone e di condivisione delle proposte e delle scelte. Nessun riconoscimento è stato dato all'unica esperienza che in questi mesi ha posto con forza la questione politica dell'autogestione dei beni comuni come riappropriazione di beni materiali della collettività e come redistribuzione alla cooperazione sociale di risorse immateriali come conoscenza, cultura, relazionalità. La nostra presenza ha messo l’ex sindaco nelle condizioni di dover sostenere alcune cose improbabili se non del tutto mendaci. Emiliano ha sostenuto che la nostra presenza nella Ex-Caserma Liberata sia stata totalmente legalizzata dal Comune di Bari, così come si è sforzato di mostrarsi stupito quando abbiamo cercato di ricordargli che acqua e luce non sono mai arrivati nella Ex-Caserma e che nella delibera del 15 aprile non si parlava di alcun “allaccio” al contrario di quanto sosteneva. Non abbiamo potuto leggere interamente la documentazione firmata oggi, ma solo che la parte della determina del 28 Maggio scorso, in cui era scritto che non era prevista alcuna partecipazione per quanto riguarda il primo stralcio, era stata modificata con un giro di parole che sostanzialmente nonne cambiava minimamente il significato: ossia che la partecipazione dei cittadini al progetto è solo consultiva, gestita interamente nelle dallo studio Fuksas e che l’amministrazione continuerà a decidere dell’area rossani senza instaurare nessun modello di partecipazione reale in cui i cittadini possano avere, non solo possibilità decisionale, ma nemmeno possibilità di parola. Emiliano ha rinnegato ciò che è stato scritto dai suoi dirigenti ( il testo della determina) e lo stesso progetto Fuksas (dopo averlo scelto fra molti altri con decisamente più verde e meno volumetrie) dicendo che la Rossani non ha bisogno né di parcheggi né di Auditorium, ma solo di verde. Ma la valenza delle sue parole è dimostrata dai fatti: non ci è stata data la possibilità di leggere interamente il testo della determina modificata, né di parlare con Fuksas, né di vedere le modifiche riguardanti il primo stralcio che sul momento eravamo riusciti a leggere e segnalare e che Emiliano si è subito impegnato a riscrivere… a porte chiuse. E’ quindi questa la reale partecipazione, assicurata dalle dichiarazioni dell’ex sindaco? Non ci è stato concesso di entrare nella stanza in cui Emiliano e Fuksas, alla presenza della stampa, siglavano l’atto di intesa. Abbiamo atteso dunque all’uscita per poter aver un confronto anche con l’architetto. Nel frattempo molte volanti di vigili urbani e carabinieri sono arrivate a palazzo di città. Con un fare decisamente provocatorio alcuni di noi sono stati identificati, spinti e sono stati sequestrati i telefoni di chi faceva dei video ( che abbiamo recuperato). Non abbiamo compreso il motivo di tanta aggressività nei confronti di persone che attendevano tranquillamente, ma poi ci è stato chiaro. Mentre discutevamo con carabinieri e vigili urbani all’interno dell’ingresso dell’aula consiliare, Fuksas e Emiliano sono passati senza essere interpellati. 



A parte le provocazioni, una cosa è certa: senza il collettivo della ex caserma liberata la determina sarebbe stata firmata, senza la possibilità di alcuna partecipazione. Non sappiamo ancora in cosa consiste la modifica, se cambierà qualcosa, se verranno comunque progettati parcheggi e auditorium nonostante Emiliano abbia negato e rimangiato l'intero progetto davanti a tutti. Andiamo avanti senza illusioni, la partecipazione non è una rappresentazione nel teatro delle istituzioni, va praticata tutti i giorni, è reale, e talvolta si conquista a spinta. La nostra presenza all’interno della Ex-Caserma Liberata non è legittimata dal sindaco ma dalla riappropriazione diretta degli spazi e dalla realizzazione dei propri bisogni, che nella Ex-Caserma Liberata si sono tradotti in molteplici iniziative politiche, culturali e sociali e nella realizzazione sempre in divenire di progetti come la palestra popolare, l’orto sociale, lo skate-park, la libreria sociale, il cineteatro e i futuri campi da calcio e da basket. 



Tutti progetti popolari, fuori dalle dinamiche del profitto e del capitale, autorganizzate attraverso assemblee che sono una reale, per quanto impegnativa, forma di democrazia diretta. Per discutere degli ultimi avvenimenti e di ciò che oggi è stato siglato e del futuro della Rossani, invitiamo tutti a un incontro pubblico giovedì 12 giugno alle ore 18.00 negli spazi della ex caserma liberata.

Collettivo Ex-Caserma Liberata

sabato 31 maggio 2014

Al cittadino non far sapere, quanto è buono Fuksas e il suo cantiere!

Cosa si potrebbe fare nella Caserma Rossani con 115.000 euro? Tutte le cose che sono state realizzate fino ad ora nella Ex Caserma Liberata lo sono state senza nemmeno un euro da parte dell’Amministrazione comunale. Cineteatro, Palestra Popolare, Libreria Sociale, Orto Urbano, Bosco Sociale, Skate Park.. tutto questo si è potuto realizzare a costo zero perché in Rossani non c’è niente da costruire, solo immobili da riutilizzare e verde da incrementare. 115.000 euro invece è solo il primo stralcio che il Comune di Bari ha versato a Fuksas, l’archistar che ha vinto il concorso Baricentrale, e che si prepara a mettere le mani sulla caserma Rossani: costruendo, cementificando, “valorizzando” a caro prezzo uno spazio che, invece, dovrebbe essere pensato e progettato dai cittadini baresi. Il progetto Fuksas prevede, infatti, scavi nel sottosuolo al fine di ottenere 800 parcheggi interrati, una gigantesca “astronave” auditorium e verde recintato. Un’opera degna di quella già realizzata dall’amministrazione in p.zza C. Battisti, ma questa volta “firmata” e infinitamente più costosa. All’interno degli uffici comunali, l’iter per realizzare questo progetto non si è mai bloccato in questi mesi. A causa della campagna elettorale, l’amministrazione ha cercato goffamente di tenerlo nascosto ai baresi: prima col silenzio, poi , una volta messi alle strette dalla nostra scomoda presenza, attraverso promesse (ovviamente disattese) di acqua e luce - e infine con una delibera (in data 15 aprile ) che prometteva “supporti provvisori” e laboratori partecipati da consumarsi preferibilmente entro il 31 dicembre 2014. Una delibera alla quale abbiamo risposto con un netto rifiuto. La nostra occupazione non è stata affatto “legalizzata”, come invece è apparso scritto oggi sul Corriere del Mezzogiorno, ma è sicuramente legittimata, vista la partecipazione – reale questa volta – dei baresi a un processo di costruzione collettiva quale è quello che si attua ogni giorno all’interno delle mura della Rossani. Purtroppo la campagna elettorale non è ancora terminata, e quindi ci si sforza di nascondere ancora lo scheletro nell’armadio. Si millanta in alcune slide bianco arancioni di un futuro “grande parco urbano” , di "metri cubi zero" e di “fasi di discussione” con associazioni e cittadini riguardo la Rossani. Nonostante la campagna elettorale sia fatta da grandi esperti del camuffagg.. ehm, della comunicazione, le bugie hanno comunque le gambe corte. Se il progetto di Fuksas verrà realizzato, e pare proprio di sì visto che è il Comune di Bari ha già cominciato a pagare, nella Rossani non ci sarà alcun grande parco e alcuna partecipazione dei cittadini, ma ci saranno, eccome, le cubature di cemento. Basta vedere le foto. Abbiamo dei dubbi piuttosto fondati riguardo la possibilità che Fuksas si sieda a un tavolo con i cittadini baresi per stravolgere il suo progetto già realizzato e già vincitore del concorso. Insomma, noi alle favole non ci crediamo. Noi le favole le facciamo diventare realtà, progettando giorno dopo giorno la Ex-Caserma Liberata. E voi?

Collettivo Ex-Caserma Liberata

mercoledì 21 maggio 2014

Poeti per la rivoluzione - Jack Hirshman all'Ex Caserma Liberata

“Il sapere rende liberi, è l’ignoranza che rende prigionieri” (Socrate)
Per questo crediamo che sia fondamentale promuovere e diffondere la cultura in quanto strumento di lettura critica del mondo. Quando la scuola e l’università pubblica vengono spogliate del loro compito di formazione e diventano produttori di crediti in serie, quando la televisione banalizza e uniforma a ribasso l’immaginario collettivo, quando l’editoria si lascia schiacciare dalle richieste del mercato, scegliere di investire risorse ed energie comuni nella costruzione di iniziative culturali, slegate dalle logiche del mercato e dell’“eventismo” e che allarghino gli orizzonti del pensiero critico, è vera e propria lotta per la libertà. 



L’Ex Caserma Liberata presenta a Bari mercoledì 21 maggio l'unica data in Puglia del tour italiano del grande Jack Hirschman, vera leggenda della poesia e della controcultura statunitense, la voce più politicamente impegnata della Beat Generation. Negli ultimi anni il suo impegno ci ha dato opere di struttura e coscienza politica e poetica, baluardi contro l’ondata di caos e fascismo che sta divorando lo spirito umano. Instancabile lavoratore per la giustizia sociale e la libertà artistica.
La giornata si svolgerà vedendolo coinvolto, alle ore 12:00 nella Libreria Sociale Pavlos Fyssas, in una conferenza stampa con chiacchierata aperta al pubblico sulla controcultura americana e sul ruolo della poesia nei processi di rivoluzione civile antifascista. 
In serata alle ore 21:00, Jack Hirschman incontra sul palco del Cine-Teatro l’orchestra d'improvvisazione RIOT (Rossani Impro Orchestry Timeless) per una performancein cui musica, improvvisazione e recitazione si intrecciano intorno all’impetuosa personalità di Jack.

Poeti per la rivoluzione || Jack Hirschman 

h 12.oo: Dentro e contro la beat generation: la poesia come arma rivoluzionaria 
incontro pubblico e conferenza stampa


h.21.oo: Poesia e musica per la rivoluzione

Chi è Jack Hirshman?

Jack Hirschman è stato in contatto fin dalla metà degli anni Cinquanta con i poeti della beat-generation, ai quali è stato a volte associato. Da loro però si differenzia subito proprio per le sue posizioni politiche. Pur amico di Allen Ginsberg, Gregory Corso, Bob Kaufman, Martin Matz e di tutti gli altri poeti beat, dissente da quella che ritiene una rivoluzione “borghese”, fatta di droghe e misticismo orientale, mentre si sente più vicino politicamente e culturalmente ai movimenti radicali afroamericani (Black Panther Party e tra i poeti Amiri Baraka). 
Professore di inglese alla UCLA di Los Angeles dal 1961 al 1966 ha fra i suoi studenti Gary Gach, Steven Kesslerm, Max Schwartz e Jim Morrison. 
Durante gli anni Ottanta, dirige "Compages", una rivista internazionale di traduzione di poesia rivoluzionaria. Poeti di tutto il mondo vengono tradotti da un gruppo di poeti e traduttori e, di contro, poeti americani vengono tradotti in altre lingue. La rivista viene spedita in 50 paesi a gruppi rivoluzionari e ad organizzazioni culturali. 
È spesso accompagnato da sua moglie, la poetessa e pittrice anglosvedese Agneta Falk, sposata nel 1999.
Nel 1972 Hirschman comincia a scrivere i suoi poemi lunghi che chiama Arcanes. Hirschman descrive gli Arcanes come la trasformazione dialettica materialistica di materiali spesso alchemici o mistici: essi si sforzano di portare avanti il significato spirituale del pensiero e del sentimento dialettico in un senso personale e politico.
Gli Arcani, anche quando toccano temi personali (come nell’Arcano per suo figlio David, morto a 25 anni per un linfoma nel 1982), hanno sempre a che fare con le trasformazioni politiche e sociali. 
Nel 2002 la Before Columbus Foundation attribuisce a Jack Hirschman l’American Book Award for Lifetime Achievement. La motivazione del premio, scritta dal poeta e scrittore David Meltzer recita tra l’altro: <<Jack Hirschman è una figura incredibilmente presente e tuttavia nascosta nella politica culturale e nella vita della poesia americana. Straordinariamente prolifico – ai più alti livelli dell’impegno artistico e del coinvolgimento attivo – il suo lavoro è generoso, aperto, e profondamente critico. La sua critica non è mai banale o inefficace ma ha immensa profondità.>>


mercoledì 23 aprile 2014

La nostra ROTTA INDIPENDENTE (3a Ed.) - Festival del quinto Stato dal 24 Aprile al 1°Maggio || Ex-Caserma Liberata

L'irruzione sullo scenario politico pre-elettorale barese dell'esperienza di autogestione e di progettazione condivisa dell'Ex-Caserma Rossani ha scompaginato le carte di chi ha creduto in questi anni di poter giocare la sua partita nel chiuso dei palazzi del potere e al riparo dai processi reali. L’ultimo atto di queste vecchie pratiche autoreferenziali è la delibera di giunta del 15 aprile, spacciata come un “ grande passo avanti" per istituzionalizzare "la partecipazione della cittadinanza attiva", in realtà partorita senza alcun percorso di coinvolgimento del protagonismo dei cittadini e delle cittadine e senza il riconoscimento dell'unica esperienza che in questa città ha posto con forza la questione politica dell'autogestione dei beni comuni come terreno di riappropriazione e di liberazione dei bisogni e dei desideri, modello di organizzazione antagonista tanto al profitto privato quanto alla cattiva gestione dell'interesse pubblico di questa amministrazione. La stessa che per anni ha optato per degrado e abbandono inibendo l'area dell’ex caserma all'uso collettivo e che proprio in questi giorni conferma l’investimento in una grande opera di speculazione edilizia, lanciata con il concorso di idee Bari Centrale, vinto da Fuksas, e che riguarderà non solo il nodo ferroviario e un’ampia parte della città, ma anche la Rossani. 



Da un lato dunque una delibera che millanta l'intenzione di aprirsi a percorsi partecipati di progettazione ma che già nella sua modalità di costruzione espunge ogni possibile processo reale di condivisione delle proposte e delle scelte, dall'altro un pericoloso progetto di privatizzazione urbanistica che appalta direttamente al mercato la gestione degli spazi e dei bisogni delle persone. E’ questa una contraddizione insanabile che va rimossa nell’unico modo possibile: chiudendo definitivamente con qualsiasi progetto calato dall'alto che riguardi l'area Rossani, a cominciare dal ritiro dell’incarico all’architetto Fuksas di redigere il progetto esecutivo per l’Ex-Caserma Rossani. Solo allora si potrà discutere di una delibera che dovrà, comunque, essere totalmente riscritta, riconoscendo che nella Rossani liberata non solo è già nato il Laboratorio di Progettazione partecipata ma già vivono e si stanno sviluppando molte realizzazioni di un progetto partecipato; eliminando qualsiasi termine di scadenza di una sperimentazione già in atto; fornendo allacci stabili alle reti idrica ed elettrica; corresponsabilizzando amministrazione e cittadini nella gestione del bene comune. 



Ancora una volta contrapponiamo la pratica alla retorica e all’ambiguità delle istituzioni: il collettivo della Ex-Caserma Liberata il 24 aprile lancia “Rotta Indipendente. Festival del Quinto Stato”, 8 giorni di arte, musica, teatro, cinema, idee, video, libri, incontri. Una mobilitazione che assume le date del 25 Aprile e del 1° Maggio per esprimere la nostra idea di Resistenza e Liberazione contro i fascismi vecchi e nuovi di chi (mercati, banche, governi) in tutta Europa vuole condannarci ad una vita di miseria e precarietà e reprime i movimenti per la casa, per il reddito, per la difesa dei beni comuni. 

PROGRAMMA COMPLETO 

Giovedì 24h 20.30 // Ultimo Teatro Produzioni Incivili presenta RESTIAMO UMANI, urla e lacerazioni da Vittorio Arrigoni e dal popolo palestinese. 

Venerdì 25h. 11.00 – Piazza Chiurlia - Storie di una Bari Antifascista Perché è nostra la memoria storica antifascista, ricordiamo i partigiani e gli antifascisti baresi di ieri e di oggi 

h. 20.00 - Inaugurazione Cineteatro Ex-caserma Liberata: presentazione del documentario - Facevamo quello che dovevamo, La storia della volante rossa raccontata da Paolo Finardi – a cura delle Officine Video indipendenti 

Sabato 26 dalle ore 16.00 CA.CO.3FEST - Degustazioni di fumetti tipici, live painting e mostre Presentazione fanzine & fumetti: Mr Mango, Mammaiuto, Vieni verso il municipio, Altre storie brevi e senza pietà Concerti / Cortometraggi d’animazione / Live Performancehttp://cacofest.blogspot.it/ 

Domenica 27 dalle ore 10.00CA.CO3.FEST - Degustazioni di fumetti tipici, live painting e mostre Presentazione libri & fumetti: Splatter con Paolo di Orazio, Il potere sovversivo della carta con Sara Pavan, Brian the Brain da adolescente con Miguel Angel Martin, la Biblioteca Onirica con Aka-b, La cosa piu probabile con Gianfranco Bonadies Comic Battle / Concerti / Cortometraggi d’animazione / Live performancehttp://cacofest.blogspot.it/ 

Lunedì 28 dalle h. 19.30 
Introduzione sugli Arditi a cura di Antonella Lovecchio Proiezione "Il Ribelle"a seguire - Dibattito su Guido Picelli e Antonio Cieri + focus sullegiornate di Parma con immagini e foto storiche. 

Martedì 29 h.18.30 Presentazione del libro "Le ragioni del reddito di esistenza universale" con Giacomo Pisani Mercoledì 30h. 

19.00 Teatri Villani 
►La macìara. Si possono guarire le mani?
►Amaterasu
►BIS - Miscellanea Im-popolare 

h. 21.00 CinepRiot proietta Libertarias a cura del Collettivo di Genere V per Vagina 

Giovedì 1 Maggio - Festa del Non Lavoro Festa del non lavoro L’unica grande opera che vogliamo è dignità, casa, reddito e salute per tutt* Rompiamo la gabbia del ricatto e del bisogno, contro ed oltre il lavoro che produce capitale. Per la difesa dei territori e la riappropriazione dei beni comuni dal basso.  
Una giornata di musica, condivisione di idee, cucina popolare, ozio autogestito e occupazione degli interstizi mentali in ricordo del musicista Marco Di Mitrio scomparso 10 anni fà 
++ dalle ore 15.00
con Orecchiabili / Bari Smooth Squad / Squiquocc Garden Gang Band / Waiting For Better Days / The People Speak / Stainer / The Igors / Nick The Freak / La Stanza Del Te' / Png 56 / Lady B / Fabryka / Modaxi / The Big Ska Swindle Band / Skarraphon-X / Drops / B.U.M. --- Djs --- Mr Bogo / Eddy De Marco / Tonna

venerdì 18 aprile 2014

Presentazione del libro di Giacomo Pisani, Le ragioni del reddito di esistenza universale [Libreria Sociale Pavlos Fyssas]

Presentazione del libro di Giacomo Pisani
Le ragioni del reddito di esistenza universale
Prefazione di Luigi Pannarale

"Il reddito di esistenza universale, liberando l'individuo dal ricatto della povertà e riconoscendo la dignità della persona al di fuori dal mercato, costituisce uno strumento di emancipazione degli individui, ponendoli nella condizione di poter decidere e progettare la propria esistenza. Lungi dunque dal poterlo considerare come una sorta di ammortizzatore sociale (come alcuni fanno), esso costituisce piuttosto uno strumento che favorisce la possibilità di opporsi a un ordine sociale fondato sulla "razionalità" del mercato, e di pensare a uno stato sociale non più condizionato dalla centralità del lavoro, dal momento che esso non può più essere considerato come l'unica, prevalente o normale condizione di vita su cui ancora si fondano le misure di welfare rivolte agli individui.
Nella battaglia per il reddito di esistenza Pisani individua dunque anche una sorta di grimaldello con il quale scardinare alcune categorie della moderna teoria sociale del diritto, per aprirla a una dialettica del riconoscimento che assuma il diritto come continuamente esposto ai rapporti sociali. 
Ma in che modo e con quali strumenti la politica e la pratica del diritto pussono contrastare la logica economica e assumere i bisogni degli individui reali dando loro cittadinanza nella progettazione di una nuova società?

l'autore
GIACOMO PISANI (1989), laureato in Filosofia, dottorando di ricerca in Diritti e Istituzioni presso l'Università degli Studi di Torino, collabora con la cattedra di Sociologia del Diritto del prof. Luigi Pannarale, presso l'Università degli Studi di Bari. Giurnalista pubblicista, è direttore della rivista "Generazione zero". Collabora con numerose riviste, tra cui "Critica liberale", "filosofia.it", "Alfabeta2". Tra le sue pubblicazioni, La scienza nell'età della tecnica, in M. Centrone, V. Copertino, R. de Gennaro, M. di Modugno e G. Pisani, La conoscenza in una società libera (Levante editori, 2011); Il gergo della postmodernità (Unicopli, 2012); "Tecnica ed esistenza nella postmodernità", in A. Nizza e A. Mallamo (a cura di), Polisofia (Nuova cultura, 2012)."