sabato 22 novembre 2014

Nessuno dimentichi, nessuno perdoni – I giorni di Benedetto, settimana di mobilitazione verso la giornata antifascista del 28 Novembre

Benedetto vive! nonostante una squadraccia fascista lo abbia colpito a morte il 28 novembre di 37 anni fa, tra le strade di quella Bari Vecchia che ha sempre abitato.

Benedetto vive! nonostante non sia stata mai fatta chiarezza sulle molteplici mani infami ed assassine che lo raggiunsero.

Benedetto vive! nonostante l’operato della magistratura barese, che di quella vicenda dolorosa, fu parte attiva, ignorando con dolo le responsabilità del MSI e della Passaquindici e facendo in modo che, le responsabilità ricadessero su di uno squilibrato, morto successivamente in carcere in circostanze misteriose.

Bendetto era un comunista, un operaio, un barivecchiano antifascista che lottava contro la desertificazione del suo quartiere a favore dei futuri quartieri ghetto in via di costruzione alla periferia della città e fu ucciso al termine di una strategia della tensione che vedeva i quartieri della città infestati da bande fasciste. Dalla sede della Cisnal, dalla Passaquindici, dai loro posti di ritrovo, il Bar Esperia, il Bar degli Amici, la Casa della Panna o negozi quali Al Kazar e Disco mix partivano le squadracce fasciste che imperversavano in città, colpendo comunisti, militanti e operai, al soldo e in connivenza con chi, al governo della città all’epoca, aveva deciso del destino e della cittadinanza di una intera comunità.



Sono passati 37 anni dall’omicidio di Benedetto Petrone, dall’omicidio di Walter Rossi e siamo qui a parlare di fascismo e antifascismo perché al di là della non curanza dei media e del silenzio agghiacciante della sinistra istituzionale e di governo (neanche nei casi più eclatanti come quello di Tor Vergara a Roma si usano le parole - razzismo, fascismo - quasi ad averne solo il timore di dover prendere in considerazione l’esistenza stessa dei termini e di ciò che rappresentano), i fascisti sono tornati per le strade.

Noi siamo ben consapevoli che i fascisti di oggi siano ben diversi dai fascisti degli anni 30 o degli anni 70, in quanto sempre più assoggettati e funzionali alle logiche del capitale. Difficile non vedere la radice “estetico-politica” che accomuna il fascista e il borghese neoliberale, nei provvedimenti che si ispirano alla cosiddetta tolleranza zero: la “nobile” crociata per la legalità spesso funziona come foglia di fico dietro la quale si nasconde la volontà molto più prosaica di ripulire la città da tutta le tipologie degli “inestetismi parassitari”: emarginati, mendicanti, matti,fannulloni, barboni, tossici, nomadi, prostitute.

L’individuazione del nemico di turno da combattere: il migrante, l’omosessuale, il senza fissa dimora, da dare in pasto ai media come “pericolo” per la collettività è il perno sul quale costruire nuove “emergenze” per distrarre dai reali responsabili della povertà e dello sfruttamento diffuso, della distruzione della qualità delle nostre vite e dell’ambiente che ci circonda. Nazionalismo e razzismo sono strettamente interconnessi fra di loro, così come lo sono razzismo e sessismo, perché è proprio ciò che legittima le diseguaglianze reali, ciò che mantiene le gerarchie sempre esistenti, che i fascisti bramano e difendono, ricevendo sempre più consensi in una società decadente come “la nostra”, sempre più ignorante, rinchiusa nelle proprie paure e diffidenze verso l’altro.

Il caso ignobile di Tor Sapienza, dove per fare proselitismo tramite posticci comitati di quartiere, i fascisti hanno attaccato fisicamente con lanci di sassi, ragazzini profughi di guerra ospiti del centro di accoglienza o l’infame aggressione, qualche giorno fa, nei confronti dei sostenitori e dei giocatori della squadra di calcio popolare l’Ardita, non sono altro che gli ultimi due episodi di una escalation al livello nazionale fomentata da organizzazioni di estrema destra e partiti razzisti.



Per noi, l’antifascismo è un valore che proviene da lontano perché abbiamo memoria di guerre passate, attentati nelle piazze e su i treni delle vacanze, di omicidi politici e aggressioni squadriste, ed è una pratica di mobilitazione permanente di controinformazione e di vigilanza, perché fra le strade baresi le svastiche, le celtiche, le scritte contro gli immigrati sugli autobus e nei pressi delle piazze oramai si confondono fra i TVB e i “ti amerò per tutta la vita”.

Per ricostruire la linea della memoria che lega la morte di Benedetto e la successiva reazione popolare ed antifascista di quei giorni con gli avvenimenti di oggi, per parlare di come si può praticare l’antifascismo, vi proponiamo un ciclo di incontri, presentazioni, proiezioni e dibattiti all’interno degli spazi della Ex-Caserma Liberata che culmineranno con la giornata del 28 Novembre.

Invitiamo tutti e tutte a esserci all’iniziativa – I Giorni di Benedetto, un dibattito nell’aula II dell’Ateneo di Bari alle ore15.00; per riaffermare con i nostri corpi che Bari è Antifascista, durante il corteo del 28 Novembre, che partirà alle ore 18.30 da piazza Umberto per percorrere le vie di Bari e di Bari Vecchia e che si concluderà con una manifestazione di piazza con il contributo militante di Suoni Mudù, Acero Moretti e C.u.b.a. Cabbal.

Contro i vecchi e i nuovi fascismi per una società, egualitaria, laica e solidale.

Contro le grandi opere, lo sfruttamento e la militarizzazione dei nostri territori al solo scopo di far guadagnare imprese private a scapito della collettività.

Contro il Jobact, lo Sbloccaitalia e le politiche repressive del governo Renzi, inflessibili contro i deboli, i senza casa e gli antagonisti, e ubbidienti nei confronti di Banca Centrale, Confindustria e padronati vari.

Contro il silenzio sugli omicidi di stato, per svelare le complicità di magistratura e forze dell’ordine.

Gli/le antifascisti/e baresi


mercoledì 12 novembre 2014

Presentazione del libro ANTIFA - Storia contemporanea dell'antifascismo militante europeo - Ed. Redstarpress

Mercoledì 26 Novembre, ore 19.00 

nell'ambito dell iniziative di avvicinamento alla giornata antifascista del 28 Novembre in memoria dell'omicidio, per mano fascista, di Benedetto Petrone, 

presentiamo Presentazione di ANTIFA - Storia contemporanea dell'antifascismo militante europeo - Ed. Redstarpress

ne discuteremo con l'autore Valerio Gentili 
e con Cristiano Armati 



Dove e quando ebbe inizio il cammino di Alba dorata, il movimento neonazista greco che ha recentemente scosso l'immaginario della democratica Europa? 
Cosa ha permesso al Front national francese di divenire il partito più votato tra la classe operaia d'Oltralpe? Chi ha contribuito alle fortune elettorali dei neofascisti seguaci del defunto fuehrer austriaco Jorg Haider?
Questo libro ripercorre le vicende europee legate alla prepotente rinascita del radicalismo di Destra all’indomani del crollo del muro di Berlino, ma soprattutto la storia misconosciuta di quei gruppi antifascisti che ad esso si contrapposero. 
Una guerra sotterranea, combattuta senza esclusione di colpi lontano dai riflettori dei Media e della politica mainstream. Antifa, Black block, Chasseurs... uno scontro sanguinoso per le strade del vecchio continente tra uomini, simboli e vessilli irriducibilmente antitetici nel cuore dell'attuale Europa globalizzata.

durante la presentazione sarà presente un banchetto con la distribuzione dei titoli della Redstarpress

|| Il lato nero della crisi || Alba dorata e l'antifascismo oggi in Grecia || con il Collettivo No Mans Land Patrasso

Apriamo la settimana di eventi verso il 28 Novembre parlando di neofascismi con un compagno del Collettivo No Mans Land di Patrasso.



Episodi come quelli di Tor Sapienza, ci fanno capire come Casapound e Lega Nord in Italia stiano seguendo l'esempio di Alba Dorata in Grecia, che nel 2009 comin­ciò a rac­co­gliere voti e con­sensi ope­rando nel cen­tro di Atene sotto le men­tite spo­glie di sedi­centi «Comi­tati di cit­ta­dini». 
Con la scusa del «degrado», ad esem­pio, i neo­na­zi­sti greci chiu­sero un parco gio­chi rite­nuto rifu­gio not­turno per migranti e tac­cia­rono di «estre­mi­smo» gli anti­fa­sci­sti. Da lì in avanti, le aggres­sioni a migranti e mili­tanti di sini­stra furono all’ordine del giorno.
Che que­sta fosse la stra­te­gia a par­tire dalla peri­fe­rie romane lo aveva anti­ci­pato nel corso di un incon­tro dell’estrema destra del giu­gno scorso il leghi­sta Mario Bor­ghe­zio, garante dell’alleanza tra Lega e Casa­Pound, invo­cando l’ex fon­da­tore di Avan­guar­dia nazio­nale Ste­fano Delle Chiaie con l’appellativo di «coman­dante». «Per­ché non far brec­cia nel cuore dei romani e orga­niz­zare noi delle ini­zia­tive per difen­dere la grande bel­lezza di que­sta città, vio­len­tata schi­fo­sa­mente da quelli che l’hanno riem­pita di immi­grati e di immon­di­zia?», disse Bor­ghe­zio in quell’occasione.
Ma senza andare troppo lontano, la "reazione indignata" dei cittadini del quartiere Libertà per l'arrivo dei migranti sgomberati dalla casa del rifugiato ci mostra come anche la città di Bari sia ammantata da un razzismo che nasce da carenze culturali e dalle difficoltà economiche ma che è sempre e comunque eterodiretto dalle organizzazioni e dai partiti della destra radicale.
Il fascismo serpeggia sempre più forte in Europa e si nutre della crisi economica e politica per serrare le sue fila brutali e legate a filo doppio con gli interessi economici del capitale.
Crediamo che solo attraverso un movimento antirazzista e antifascista che denunci chiaramente chi sono i veri fautori del disastro che stiamo vivendo questi fenomeni possono essere arginati e combattuti.
Cominciamo a farlo incontrandoci domenica.

a seguire 
ore 21.00 - SocItalia. La storia d'Italia soffocata in 5 fasi", di e con Giulio Bufo Giulio

C'è un filo storico che collega l'incontro di Teano (26 Ottobre 1860) e la fine del fermento del movimento dei movimenti (2002)? C'è un filo storico che collega il biennio rosso (1919-1920) e la costituzione "carta straccia"? C’è un filo storico che unisce il fallimento del CLN e la morte di Pasolini? C’è un filo storico che unisce Portella delle Ginestre all’omicidio Impastato? Questo è quello che cerco di spiegare in questa breve performance-reading.
Ciò che è stato taciuto dall'Unità d'Italia a Matteo Renzi

venerdì 24 ottobre 2014

La campagna elettorale, le emergenze immaginarie e l’intolleranza

Con l’inizio della campagna elettorale per le regionali dell’anno prossimo, ritornano le strumentalizzazioni ai danni del collettivo Ex-Caserma Liberata; tirati in ballo come uno dei tanti elementi da buttare nel tritatutto elettorale e al centro di una massiccia campagna stampa, orchestrata dai giornali di centrodestra di questa città, siamo oggetto di affermazioni ai limiti del grottesco da parte dei consiglieri comunali di centrodestra FIlippo Melchiorre (Fratelli d'Italia) e Anita Maurodinoia (Lista Schittulli). Filippo, Anita, state sbagliando tutto perché parlate di concerti e di legalità, di schiamazzi notturni e gente ubriaca come se l’Ex-Caserma Liberata fosse un club o un locale notturno. In 9 Mesi di occupazione abbiamo promosso oltre 130 iniziative politiche, presentazioni di libri e fumetti, spettacoli teatrali e danza, concerti; affrontato tematiche che vanno dalla questione palestinese al “terzo paesaggio”, dal reddito di esistenza a come realizzare un orto; abbiamo promosso eventi come il Busker Festival e il Vegan Riot Days oltre che il festival Rotta Indipendente e abbiamo fatto tutto questo autofinanziandoci attraverso il contributo libero; 

L’elenco delle iniziative per mesi avvenire è lungo come è lunga la lotta per riaffermare i diritti negati ad una generazione che non ha futuro perché non ha un lavoro o se lo trova è ai limiti della schiavitù; sottopagati nella ristorazione e nei club ai quali ci paragonate, dove si è condannati a lavorare sino a 8 ore per 20, massimo 25 euro, a nero; imbrigliati nei call center pollaio, fra i 3 euro lordi ad ora e rapporti di lavoro medioevali; sottoposti a turni e condizioni di lavoro da inizio 900 nelle ditte della logistica come nella grande distribuzione dove i contratti di apprendistato sono diventati il compressore nel quale rinchiudere tutte le persone comprese tra i 20 e i 30 anni a 6/700 euro al mese con gli straordinari obbligatori e non retribuiti. Intrappolati dalla promessa di un lavoro, sempre evocata e quasi mai realizzata; l’università, i giornali, le agenzie di comunicazione e marketing chiuderebbero all’istante se non potessero più contare sul lavoro gratuito dato in cambio di una firma, in cambio di visibilità, in cambio di una promessa d’assunzione che non arriverà mai. 

L’Ex-Caserma Rossani è stata liberata per rispondere il bisogno di avere un luogo dove riaffermare diritti e bisogni negati, dove poter ridare valore al tempo, dove mescolare le comunità che non trovano spazio o semplicemente nel dare la possibilità, a chi ha solo 2 euro in tasca o non ne ha proprio, di sentirsi un concerto o di avere un luogo dove stare che non sia la strada; un atto politico che non siete in grado di comprendere perché volete vedere solo schiamazzi e accaparravi qualche voto sulle nostre spalle. Collettivo Ex-Caserma Liberata

giovedì 23 ottobre 2014

Strike called || Cos'è il JOBS ACT e come si sciopera nell'era della precarietà || con G. Amendola e G. Pisani

In questi giorni il Jobs Act viene discusso nella Commissione Lavoro della Camera.
COS’è IL JOBS ACT? COME POSSIAMO FERMARLO?



Ne discutiamo con Giso Amendola, professore di Filosofia del Diritto Unisa, progetto Euronomade, e Giacomo Pisani, dottorando di Filosofia del Diritto Unito, autore del libro "Le ragioni del reddito di esistenza universale"



Davvero il Jobs Act parla “solo” di Articolo 18 come dicono i media? O forse c’è qualcosa di più?
Demansionamento, videosorveglianza per tenere sotto controllo lavoratori e lavoratrici, precarietà diffusa ed estesa a tutte e tutti… Know your enemy significa conoscere chi ci colpisce, perchè e come. Per capire ed organizzarsi.



Come si blocca la produzione materiale e immateriale di un paese dove i diritti dei lavoratori sono già stati in gran parte disintegrati, dove altissima è la percentuale di nuovi precari, disoccupati, malpagati. In una società a capitalismo avanzato in cui i luoghi della produzione sempre più si polverizzano nel territorio. Come si agisce contro i governi della crisi che in nome dell’Austerity e della deregulation stanno aggredendo pesantemente le condizioni di vita di milioni di persone. Quali e quante sono le figure dello sfruttamento e della subordinazione sociale e come possono unire le proprie lotte. Come si mette insieme mutualismo e resistenza per un percorso che rivendichi una trasformazione sociale sempre più necessaria. Sono alcune delle domande che hanno animato il confronto dello strike meeting di Roma e che hanno lanciato la costruzione dello sciopero sociale per il 14 novembre 2014.

L’invito è esteso a tutti e tutte: precar*, lavorator* dipendenti e autonomi, student*, disoccupat*, ognuno secondo le proprie possibilità: VERSO LO SCIOPERO SOCIALE!




mercoledì 22 ottobre 2014

Denunciamo la campagna intimidatoria e repressiva di polizia, magistratura, fascisti e giornalisti

In merito agli articoli - La Repubblica - Bari, 21/10/2014, p. 2 "Dai No Tav alla bomba in aeroporto gli antagonisti della porta accanto" – e La Gazzetta del Mezzogiorno - Bari, 21/10/2014, p. VI "Raid nel club di Forza Nuova - si indaga nella ex Rossani - Indagini della Digos tra alcuni degli «okkupanti»"

Tra risate (spesso isteriche) e legittime preoccupazioni, la lettura degli articoli di questa mattina sulla Gazzetta del Mezzogiorno e soprattutto sulla Repubblica ci lasciano esterrefatti e arrabbiati; arrabbiati perché veniamo tirati in causa con le modalità di sempre, senza analisi, senza confronto, attraverso le veline della questura e i vaneggiamenti complottisti di chi vede organizzazioni terroristiche, black block e comunisti ad ogni angolo, che tramano per screditare chi, a Bari, lotta politicamente contro le speculazioni edilizie, contro il lucro sulle spalle degli immigrati, contro la devastazione ambientale a solo favore delle imprese private, contro i fascisti, che nel silenzio dei media nazionali, colpiscono oramai con cadenza settimanale immigrati ed emarginati, oltre che antagonisti e solidali, in tutto questo fottuto paese.

Sono tante le cose che vorremmo dire e vorremmo dirle come piace a noi, cioè in un relativo caos di voci differenti contemporanee / una sinfonia di punti di vista che si chiedono

Perché, quando i fascisti menano e uccidono per le strade di questo paese, tutto passa nel silenzio dei media e invece, quando sono i fascisti ad essere menati, tutti i riflettori sono puntati sui soliti nomi… sti maledetti “comunisti”, sono stati loro, sono stati quelli dell’Ex-Caserma Liberata, sono stati quelli di Villa Roth ad aggredire i fascisti. - Raid nel Club di Forza nuova, si indaga sulla Ex-Rossani – titola oggi la Gazzetta del Mezzogiorno.

Noi, siamo convinti che i fascisti di oggi siano ben diversi dai fascisti degli anni 30 o degli anni 70, in quanto sempre più assoggettati e funzionali alle logiche del capitale, nell’individuazione del nemico di turno da combattere, i comunisti, gli anarchici, gli immigrati, gli omosessuali, i senza lavoro e senza fissa dimora, da dare in pasto ai media come “pericolo” per la collettività, come il nemico di turno sul quale costruire una nuova emergenza nazionale. Nazionalismo e razzismo sono strettamente interconnessi fra di loro, così come lo sono razzismo e sessismo, perché è proprio ciò che legittima le diseguaglianze reali, ciò che mantiene le gerarchie sempre esistenti, che i fascisti bramano e difendono ricevendo sempre più consensi in una società decadente come “la nostra”, sempre più rinchiusa nelle proprie paure e diffidenze verso l’altro.

Rivendichiamo l’antifascismo come pratica politica e siamo al fianco di tutti gli antifascisti di questo paese ma questo non significa che l’evento sia riconducibile al collettivo della Ex-Caserma Liberata e/o Villa Roth, ben che meno possiamo essere responsabili per tutto ciò che di brutto può accadere ai fascisti di questa città.

I giornali di questa città, da un lato descrivono il Covo fascista come un luogo di socialità per i fascisti baresi dipingendoli come dei “bravi ragazzi”, dall’altro indicano precisi colpevoli, quell’dell’Ex-Caserma Liberata per la Gazzetta del Mezzogiorno, quelli di Villa Roth per La Repubblica. Fate schifo, non c’è altro da dire, non ci sono altre analisi politiche da fare o assemblee da tenere per discutere dall’argomento.

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Perché certe assonanze scritte?
Perché associare al collettivo di Villa Roth l’etichetta di “cellule impazzite dell'estremismo barese” – bombaroli – ripetiamo BOMBAROLI – in quanto l’articolo a firma di Giuliano Foschini su Repubblica, fa riferimento ad una indagine della Direzione distrettuale antimafia, ad un “un ordigno artigianale ma assai preciso che testimonia una certo tipo di preparazione” ritrovato nel cestino dell'aeroporto di Bari e che chiama in causa i compagni di Villa Roth. Vecchie logiche, vecchia chincaglieria da magistratura anni 70, articoli di giornali compiacenti e indagini truffa ai danni di chi pratica il dissenso e l’antagonismo sociale, di chi ha un punto di vista differente sulla vita, le relazione, la socialità.

Denunciamo la campagna diffamatoria, a mezzo stampa messa in piedi da La Repubblica a firma di Giuliano Foschini contro i compagni di Villa Roth, rigettiamo la strategia della tensione che polizia, magistrature e giornalisti compiacenti stanno montando nei confronti dei compagni di Villa Roth, che oltraggia il lavoro politico e sociale che i compagni hanno portato avanti negli anni e che mira solo ed esclusivamente a creare paura e tensione.

A conferma del clima di tensione che monta in città, ieri sera, ignoti hanno lanciato fumogeni rossi, a più riprese all’interno dell’Ex-Caserma Liberata durante l’assemblea di gestione; Noi non cederemo alle provocazioni di chi, approfittando delle acque torbide e del clima di tensione, cerca di alzare il tiro.Invitiamo tutti i compagni e tutti i frequentatori della Ex-Caserma Liberata alla mobilitazione generale SABATO 25 OTTOBRE, ALLE ORE 17.00 ASSEMBLEA APERTA

Collettivo Ex-Caserma Liberata

sabato 11 ottobre 2014

VEGAN DAYS - Festival di cultura e alimentazione vegana

VEGAN RIOT è un collettivo nato nell'Ex Caserma Liberata che ha come scopo la diffusione di idee e pratiche basate sull'antispecismo attraverso proiezioni, dibattiti, cene, banchetti informativi. La due giorni si propone come mezzo per conoscere e confrontarsi con altre realtà operanti sul territorio italiano, trarre spunti di discussione e far nascere nuove proposte in materia di attivismo in Puglia.




• SABATO 11 OTTOBRE •

ore 11:00 Claudio Losghino - Street Art Antispecista Live 
ore 17:00 - Earth Riot - L'Olio di Palma e le implicazioni sulla natura
ore 18:00 Pino Africano - Alimentazione Sana senza sfruttamento di animali
ore 19:00 Ippoasi e Agripunk - Rifugi per animali liberi
ore 21:00 Giovanni Ceresoli - Piccole esperienze di scuole Libertarie Autogestite
a seguire cena sociale accompagnati dalle selezioni di Djset Turbo Teen Rock'nRoll


• DOMENICA 12 OTTOBRE •

ore 11:00 
Colazione Vegana per bambini con spettacolo di marionette e palloncini dalle varie forme
ore 18:00 
Alessandro Ricciuti - Repressione sugli attivisti che si occupano di liberazione animale
ore 18:30 
Proiezione della nuova investigazione di Essere Animali, 'Viaggi Senza Ritorno'
ore 19:00 
Assemblea Pubblica sul movimento antispecista in Puglia
a seguire cena sociale e quindi Spettacoli Teatrali a tema